Organizzare il rientro a scuola? I consigli di una professional organizer

A settembre tutto inizia e c’è bisogno di una buona organizzazione. I consigli di Stefania Di Mascolo, mamma di due bambini e professional organizer

Gestire l’organizzazione familiare non è sempre un’attività semplice e spontanea. Questo è noto a tutti, e vale in particolar modo in alcuni periodi dell’anno, come il rientro a scuola in settembre. 

Quest’anno poi, le incertezze sono ancora più numerose e la ripartenza si prospetta più faticosa.

Ma ci sono strategie e piccoli trucchi che possono essere messi in atto per far fronte al back to school: ne parliamo con Stefania Di Mascolo, mamma di due bambini, che con l’arrivo del secondo figlio ha lasciato il vecchio lavoro e si è messa in proprio “facendo quello che so fare meglio: pianificare, semplificare e organizzare cose, vite e pensieri”. Stefania è una professional organizer (l’associazione professionale che riunisce i PO si chiama Apoi) e sul sito Organizzatamente.it ha creato un angolo digitale in cui mette a disposizione servizi e contenuti.

La figura del professional organizer

Cos’è un professional organizer e in che modo può essere utile per una famiglia? 

“Un professional organizer aiuta le persone a organizzarsi meglio in casa e sul lavoro. Esistono però anche altri ambiti di specializzazione, quali la gestione del tempo o la disorganizzazione cronica.

L’obiettivo finale è comunque sempre il benessere delle persone. Nello specifico, i PO che si occupano di casa, famiglia e stile di vita sono in grado di analizzare routine e modalità di organizzazione familiare per capire se è necessario o possibile semplificarle, cambiarle o impostarne di nuove per favorire una gestione più equilibrata, che permetta a ogni membro del nucleo familiare di partecipare ma anche di ritagliarsi del tempo per sé”.

Perché hai deciso di intraprendere questo percorso lavorativo?

“Il motivo principale è stata la presa di coscienza dell’enorme responsabilità che abbiamo in particolare noi genitori nella buona gestione familiare. Una cattiva organizzazione può avere ricadute negative sulla qualità della vita, ma c’è anche il rischio che i bambini non sviluppino appieno il loro potenziale organizzativo, influenzando in qualche modo anche il loro modo di vivere futuro”.

organizzazione famiglia

Il rientro a scuola

Settembre è sempre impegnativo, ma quest’anno lo sarà ancora di più perché arriva dopo mesi di incertezza, di mancate relazioni sociali e nella maggior parte dei casi con un lontano ricordo della routine quotidiana scandita dagli impegni scolastici, lavorativi e parascolastici. Quali consigli puoi dare per superare meglio questo periodo?

“Innanzitutto, pianificare prima del rientro. È vero che quando si è in vacanza non si vorrebbe pensare a nient’altro, ma basta qualche ora di pianificazione per rendere tutto un po’ più snello. Per esempio, ci si può portare avanti con l’acquisto online di eventuale materiale scolastico o abbigliamento.

Se si conoscono già gli orari di ingresso e uscita dei bambini da scuola, si può iniziare a pianificare una routine basata su questi, gli impegni fissi e le necessità dei membri della famiglia. Insomma, tutto quello che può essere fatto in anticipo, da sotto l’ombrellone, con uno smartphone”.

Sopravvivere alla routine

Quali sono i trucchi per sopravvivere a una routine in cui si devono conciliare gli impegni, le esigenze e i desideri (spesso in contrasto fra loro) di 3, 4 o più persone?

“Da un punto di vista organizzativo, è bene stabilire delle routine (per chi ha figli piccoli in particolare, ma si possono benissimo applicare anche alla gestione della casa) e trovare il canale comunicativo più efficace. Ogni membro della famiglia conosca e possa intervenire su programmi, impegni e altro.

Può essere una lavagna, un calendario appeso al frigo, una bacheca virtuale. Più difficile, ma sempre fondamentale: dialogare e collaborare“.

Ripartire le incombenze

Nella tua esperienza, chi si occupa maggiormente di tutto ciò che è inerente alla scuola? Mi riferisco a questioni amministrative: compilare moduli di autorizzazione e pagare bollettini, ma anche reperire i materiali richiesti, controllare i compiti e così via. C’è un modo per far sì che il comparto scuola sia ripartito equamente fra i due partner e i diretti interessati? 

Spesso le mamme sono più coinvolte in tutto quello che riguarda la gestione dei figli e quindi anche nelle questioni scolastiche. Per dividersi meglio i compiti, il primo passo è sicuramente rendere i bambini il più autonomi possibile: che siano in grado di farsi lo zaino da soli (senza dimenticare nulla), che sappiano quali compiti devono fare e per quando.

Per la divisione delle incombenze scolastiche tra partner, invece, il mio suggerimento è di dividersi l’impegno secondo due criteri: assecondando le inclinazioni di ciascuno e in maniera verticale. In questo modo chi sceglie di occuparsi, mettiamo, di portare il figlio a fare sport, non si dovrà occupare solo di accompagnarlo, ma anche di aiutarlo a impostare la borsa, a svuotarla e a lavarne il contenuto in tempo per il prossimo allenamento. Questo procedimento responsabilizza e crea una routine. Due aspetti chiave per una migliore organizzazione familiare”.

Compiti di scuola in autonomia

Ci sono tecniche efficaci per organizzare lo studio e per rendere autonomi i bambini nei compiti?

“Intanto è molto importante lo spazio dedicato allo studio: che sia la scrivania della cameretta o il tavolo della cucina, va organizzato in maniera da ospitare solo ciò che serve realmente alla preparazione dei compiti.

Se non si ha uno spazio privato dove studiare, come appunto la cameretta, è giusto garantire ai figli la possibilità di potersi concentrare senza distrazioni e rumori.

Per i bambini che si approcciano allo studio per la prima volta, può essere utile che i genitori spieghino loro alcune tecniche di studio (come sottolineature e riassunti per punti).

Infine va insegnata l’autonomia nella lettura del diario con i compiti e soprattutto la tempistica: si fanno il giorno stesso in cui sono stati assegnati (anche se la consegna è lontana). Queste due abitudini sono molto utili”.

organizzare camera bambini

Se le regole cambiano

In un momento come quello che stiamo vivendo, sembra che sia impossibile organizzarsi, perché le regole cambiano spesso in base a fattori incontrollabili. Cosa può aiutare una famiglia a mantenere ordine, diciamo un centro di gravità permanente?

“Gli adulti devono comunicare in maniera efficace ogni volta che ce ne sia bisogno per condividere i loro impegni e le richieste. È importante definire insieme una modalità di convivenza che tenga presente le necessità di ciascuno.

Una volta fatto questo, è bene renderla visibile a tutti: si possono creare delle tabelle grafiche (con disegni se ci sono bambini piccoli che non leggono ancora) che riepiloghino lo svolgimento ideale delle giornate e gli impegni.

E poi cercare di automatizzare il più possibile alcuni processi (spesa, menù settimanale, pulizie)”.

Decluttering e strategie

Quali altre strategie di organizzazione familiare possono agevolare un fluido rientro a scuola?

“Io sono dell’idea che mai come quest’anno, per ripartire sarà importante impostare delle routine che ci semplifichino la vita il più possibile.

Quindi: via libera a menù settimanale, spesa online, preparazione anticipata dei pasti della settimana e, perché no, anche un bell’alleggerimento (decluttering) da oggetti e vestiti per perdere meno tempo nella gestione di queste cose.

Quanto tempo dedichiamo ogni giorno a riordinare giochi, fare lavatrici, stirare, cercare abiti che non troviamo? Senza voler per forza diventare minimalisti, basta fare un po’ mente locale per decidere quali oggetti davvero utilizziamo e quali invece stanno solo lì a ‘prendere polvere’.”

Per finire, come hai imparato ad aiutare gli altri e come sei arrivata a svolgere la tua nuova attività?

“In passato mi sono sempre occupata di comunicazione, principalmente per il settore moda, che è esattamente come tutti lo descrivono: frenetico e un po’ vuoto (salvo rare eccezioni). Dopo il primo figlio ho iniziato a capire che stavo cambiando e che le mie priorità erano diverse, ma soprattutto che quella non era la vita che volevo per me e per la mia famiglia. Ho resistito.

Quando sono rimasta incinta la seconda volta mi sono resa conto che era giunto il momento di decidere come affrontare gli anni che sarebbero venuti. Vivendo appieno 24 ore al giorno o sopravvivendo alle 9 ore di lavoro (più viaggio casa-lavoro-casa) e cercando di infilare negli spazi vuoti tutto il resto.

Ho iniziato a sentire il bisogno di mettermi in proprio, realizzando un sogno che avevo da tempo, di fare un lavoro che avesse un’utilità sociale e che fosse qualcosa in cui credevo tantissimo. E così è nata la mia attività di PO e il mio sito: Organizzatamente.com.”

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