Caterina e tutti i numeri di una nuova vita

90-60-90. Non sono le misure di Caterina (magari!), ma sono, nell’ordine: i chilometri che la dividono dal nuovo fidanzato, l’Atleta, e che, quando arriva il venerdì, sono briciole; i chilometri che la separano dai suoi figli quando sono a casa del papà – Laggiù; i chilometri di malinconia che ripercorre quando lascia l’Atleta e torna in Città. Per fortuna, la sua casa in Città si trova a meno di un chilometro dalla scuola in cui lavora, dal mercato-teatro dove si riempie gli occhi dello spettacolo di fiori e frutta, a meno di un chilometro da tre cinema, tre teatri, otto librerie, dieci caffè, dodici ristorantini deliziosi.

90-60-90 sono le distanze che scandiscono la vita di Caterina che è così (de)strutturata: dal lunedì al venerdì vive con un diecenne magrissimo, un lessico da letterato e visioni del futuro da Steve Jobs (mamma ma se facessimo delle automobili che funzionano macinando spazzatura con un filtro che depura l’aria di scarico?) e un dodicenne che è un meraviglioso mix di bambi-ragazzo con voce da uomo e cuore da esistenzialista. Un weekend ogni tre i bambini-ragazzi stanno con lei e i restanti weekend del mese stanno con il padre Laggiù, con due caprette, un forno a legna, tanti boschi.

Non avete capito? Lo so, anche le amiche di Caterina fanno la stessa faccia: quindi quando possiamo vederci con i bambini? Comunque, oggi è sabato e Caterina migra verso la montagna, dove l’Atleta allena altri piccoli atleti sulla neve. La mattina si sveglia Lassù e beve il caffè davanti a un’ampia finestra che dà su un declivio bianco di neve e larici. Caterina guarda fuori, sì, ma soprattutto guarda al passato, al presente (gli uccellini che cercano cibo nel ghiaccio, cosa cucinerà per cena) e al futuro (la settimana che verrà, l’estate, il 2017, tra dieci anni). L’esito della contemplazione è quasi sempre una lista, la lista dei desideri. Fogli e pennarelli e via con gli elenchi: di cose che vuole o deve fare, di quando realizzarle, i passaggi, quanto costano. Compilare elenchi la aiuta a mettere ordine nel cuore, lasciare spazio ai desideri, avvicinarli alla realtà con i progetti: andrà al mercato-teatro a prendere timo, maggiorana e lavanda, si regalerà un servizio di piatti colorati, rileggerà Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere per capire meglio certi modi dei bambi-ragazzi e dell’Atleta, un cinema con i figli, cucinerà vegano, riscriverà la filastrocca che ha troppe rime “amare/sognare”. Quando stacca il pennarello, conta. In tutto le voci dell’elenco sono 49. “Ehi, ci vogliono otto vite per realizzarli!”. Ma Caterina si consola in fretta, perché sa che concretizzarne anche solo una decina la rallegrerà. Poi suona il telefono: l’Atleta ha finito di lavorare e Caterina esce di casa correndo; vuole arrivare in tempo per vederlo sciare, come solo lui sa, sulla pista che arriva in paese. Forse questo desiderio non l’ha scritto ma è quello per cui ora, il cuore, saltella felice!

[Marina Gellona]

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