Prendersi un anno sabbatico con i figli

L’anno sabbatico si può fare, anche con i figli. Ecco qualche suggerimento perché sia una vera esperienza di crescita per tutta la famiglia

Sembra una storia da film, in cui lui e lei impacchettano casa, cose e figli e decidono di prendersi un po’ di tempo per stare insieme, possibilmente in un posto lontano dalla città di residenza. Eppure non è così impensabile che le famiglie con bimbi piccoli decidano di lasciare temporaneamente o definitivamente il lavoro per dedicarsi un periodo di vita. E viverla appieno. Che sia qualche mese per svernare al caldo, un viaggio molto lungo o un vero e proprio anno sabbatico, vediamo qualche consiglio per organizzare questa grande avventura.

Quando scappare per un anno sabbatico

Quando prendere e partire per un anno sabbatico dipende da molti fattori e anche dalla motivazione che ci spinge lontano dalle nostre abitudini. Uno tra i fattori determinanti è il lavoro. Magari non ci soddisfa, lo stiamo cambiando o è temporaneamente in pausa. Se è il lavoro la principale causa della fuga, allora sarà il lavoro a decidere i tempi.

Diversamente, quando il desiderio è quello di vivere un periodo insieme senza troppe cose da fare, in inverno è bello andare e cercare posti più caldi e meno affollati (e costa pure meno).

Se si hanno dei figli, l’ideale è riuscire a ritagliarsi il tempo per un anno sabbatico prima della scuola dell’obbligo, magari durante le materne, quandoi bambini sono sufficientemente autonomi e curiosi ma non ancora troppo affezionati alle loro abitudini. Se sono più grandi, bisogna attrezzarsi per l’home schooling per non perdere i programmi didattici della scuola.

Creare una routine anche nell’eccezione

Quando una coppia di amici ha iniziato a solleticare l’idea di “prendere e partire per un sabbatico” assieme alla loro bambina di 4 anni, come prima cosa sono andati a parlare con le maestre della scuola d’infanzia. Avevano un po’ paura di sradicare la figlia per tentare un’esperienza di alcuni mesi in camper. Le insegnanti hanno dato loro un consiglio: “cambierete luoghi, panorami e tempi, ma cercate di creare nel vostro viaggio alcune routine che facciano sentire la bambina a casa. Cercare di mantenere fissi gli orari del pasto e della nanna, create i vostri rituali per addormentarvi, lavarvi i denti o giocare. Quei momenti conosciuti saranno la sua àncora e il suo appiglio alla normalità nell’unicità di quel periodo”.

Mantenere i contatti

Vero è che a volte si parte anche per prendere fiato dai tanti (troppi?) rapporti reali e virtuali che abbiamo, per vivere un anno sabbatico uscendo anche dal mondo social e instant. Almeno per i figli, però, è necessario mantenere qualche filo di contatto. E’ bene che i bimbi ricordino chi c’è a casa che li aspetta: nonni, zii, cugini e amichetti del cuore. Aiutiamoli a parlare con loro con qualche telefonata o videochiamata, preparando disegni e regalini da distribuire al rientro. Continuare a sentire la loro voce o le loro storie li aiuterà a sentirsi meno smarriti al momento di ritrovarsi.

Attività per i piccoli

Partire per un viaggio di lungo periodo con i propri figli vuol dire passare da una vita più o meno organizzata di impegni a un tempo molto lungo e molto insieme. Stare insieme H24 non è facilissimo, per i grandi ma neanche per i piccoli, che comunque hanno bisogno di confrontarsi con i coetanei e di stimoli giusti per la loro età. Il consiglio è quello di non spostarsi troppo frequentemente e di fare delle tappe lunghe. Ad ogni arrivo è bene identificare il parco giochi, la spiaggia più frequentata dalle famiglie locali e fare una mappatura delle proposte per bambini. Se abbiamo molto tempo a disposizione, potrebbe essere un’idea quella di cercare corsi di sport o lingua, ludoteche o biblioteche da frequentare regolarmente.

L’ambientamento al nuovo

Può capitare che nell’ambientamento al nuovo i bambini facciano delle regressioni, come tornare nel lettone o farsi la pipì addosso. È probabile che i nostri figli diventino lagnosi o molto capricciosi. Anche loro stanno vivendo una situazione “anomala” e hanno bisogno di prendere confidenza con la nuova vita e casa. Devono affrontare paure, entusiasmi, stanchezze, cuoriosità e timidezze. Mai come in questo momento hanno bisogno di sentirsi rassicurati e compresi, quindi evitiamo commenti come “ma non sei mai contento di nulla”, “guarda che te ne torni a casa”, o il solito “smettila”. Cerchiamo di essere empatici perché il cambiamento è per tutti e, come sempre ma ancora di più, di metterci alla loro altezza, molto molto vicini.

Non è facile

A volte si pensa che partire per un anno sabbatico insieme sia una scelta facilissima. Che sia un regalo da fare a se stessi e alla propria famiglia non c’è dubbio; ma facile proprio no. Passare tanto tempo vuoto e insieme porta a galla molte dinamiche e anche qualche fantasma. C’è la noia, c’è la nostalgia, c’è la voglia di silenzio o di solitudine. Passare tutto il giorno e tutti i giorni con i nostri bambini è un’occasione unica per tutta la famiglia, ma può essere snervante oltre che arricchente e divertente. Può capitare che tutta la pazienza dei nostri pomeriggi o week end a casa paia esaurita perché così tante giornate di seguito senza pausa sono davvero lunghe. È tutto normale. Dedicarsi molto tempo è anche l’occasione di conoscersi a fondo, di conoscersi di nuovo, di accettarsi nella zona di no comfort. L’unica cosa da fare è cercare di ritagliarsi anche dei momenti di solitudine, di cercare il confronto con l’altro adulto e di provare a spiegare ai più piccoli anche i nostri momenti bui. E se si esagera, basta tirare fuori quella parolina magica che suona come “Scusa”.

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