Recessione dei contratti: ecco come fare

Da anni oramai i consumatori domestici possono decidere con quale società e a quali condizioni acquistare energia elettrica e gas, a quale gestore affidare i servizi di telefonia e Internet, a quale gruppo televisivo abbonarsi per seguire i programmi più amati o la squadra del cuore. Se la decisione presa non soddisfa più, ci è addirittura concesso di cambiare idea e di passare alla concorrenza: chi, non ha mai ricevuto telefonate da società che promettono tariffe super vantaggiose e risparmi mai visti, riservati a chi le sceglie? Ma per quanto le continue offerte siano allettanti, prima di migrare da una società all’altra, è bene fare molta attenzione onde evitare di pagare caro il cambiamento.

Innanzitutto, per recedere da un contratto bisogna osservare il termine di preavviso che solitamente è di un mese: sarà il nuovo gestore a fornire tutte le comunicazioni del caso al vecchio fornitore del servizio e a noi saranno addebitati solo eventuali bolli e depositi cauzionali per il nuovo contratto; se invece interrompiamo definitivamente il servizio, saremo noi a dover inviare una raccomandata di recesso alla società intestataria. Se il nuovo servizio non ci soddisfa e, dopo aver deciso di cambiare società, ritorniamo sui nostri passi e preferiamo rimanere con chi siamo stati finora, abbiamo solo quattordici giorni lavorativi di tempo per farlo: è il cosiddetto diritto di ripensamento, che ci permette di recedere senza pagare alcuna penale; questo termine si dilata fino a dodici mesi e quattordici giorni nel caso in cui, una volta stipulato il nuovo contratto, non ci venga inviata la relativa documentazione cartacea (oramai, infatti, la maggior parte degli abbonamenti vengono sottoscritti a distanza con call center telefonici oppure online). Anche in questo caso, naturalmente, dobbiamo ricorrere alla vecchia raccomandata e conservare accuratamente la ricevuta di ritorno.

Nel caso, infine, dei servizi di abbonamento alle televisioni private, normalmente viene richiesto di compilare un modulo che si trova direttamente nei relativi siti: la richiesta viene smistata e accolta in circa trenta giorni (in questo lasso di tempo naturalmente si continua a pagare il servizio), al termine dei quali viene chiesto di restituire il decoder, il telecomando o la smart card: tutti devono essere in buono stato di conservazione, altrimenti c’è il rischio che venga addebitata una penale.

[Francesca Galdini]

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