I nomi che non si possono dare ai figli, per legge

Tempo addietro un tribunale ha impedito a una coppia di genitori di chiamare il figlio Venerdì. Siete curiosi di sapere quali sono i nomi dei figli che non si possono dare? 

Siete curiosi di sapere in base a quale legge il tribunale ha proceduto e imposto di cambiare il nome scelto dai genitori? 

“La norma che regola l’attribuzione dei nomi dei figli è il Regolamento di Stato Civile (articolo 34 del dpr 396/2000) – risponde l’avvocato Francesca Galdini. – Questo regolamento vieta di imporre al bambino lo stesso nome del padre vivente. E’ vietato anche dare lo stesso nome di un fratello o di una sorella viventi oppure un cognome come nome. E ovviamente non sono permessi nomi ridicoli o vergognosi”.

Ancora: “Il nome imposto al bambino deve corrispondere al sesso e può essere composto da uno o più nomi, anche separati, in misura non superiore a tre”. 

I nomi stranieri che sono imposti ai bambini aventi la cittadinanza italiana devono essere espressi in lettere dell’alfabeto italiano, con la estensione alle lettere J, K, X, Y, W e – dove possibile – anche con i segni diacritici propri dell’alfabeto della lingua d’origine del nome.

Cosa succede se si sceglie un nome vietato

Se la persona che dichiara il nome all’anagrafe (il padre, la madre o chiunque al loro posto) intende dare al bambino un nome in violazione del divieto stabilito, l’ufficiale di stato civile lo avverte del divieto.

Se il dichiarante persiste nella sua determinazione, l’ufficiale di stato civile è tenuto a formare l’atto di nascita. “Poi, dopo aver informato il dichiarante, ne deve dare immediatamente notizia al Procuratore della Repubblica, che promuoverà il giudizio di rettificazione“.

Ben venga quindi il divieto imposto dal giudice di chiamare Venerdì il bambino. “E’ un nome che, a parere mio, rientra pacificamente tra i nomi ridicoli”. 

Iscriviti alla newsletter

X