Tanti mo(n)di di scuola

“L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Lo dice l’articolo 34 della Costituzione che, nell’articolo 30 continua: “E’ dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”. Volendo interpretare alla lettera, a essere obbligatoria (e gratuita) è l’istruzione e non la scuola. Ugualmente, la responsabilità di dare istruzione ai figli è affidata ai genitori e non allo Stato. La Costituzione ha visto ben oltre i tempi della scuola raccontati nei romanzi del dopoguerra. Ha visto la società moderna, composta da famiglie con sentimenti, esigenze e volontà diverse. E ha visto scuole che per rispondere a queste esigenze affrontano l’insegnamento in tanti modi, moltiplicando l’esperienza, differenziando, senza mai rimanere fermi. Perché l’immobilità, nella scuola, è più pericolosa che in altri contesti. Quanti tipi di scuole esistono? Siamo andati a curiosare ed ecco il risultato.

Educazione all’aria aperta (TO)
A Chieri (TO) c’è “La Casa nel Bosco”, una scuola che unisce il nido, la materna e l’associazione l’Abbraccio, dedicata alle donne in attesa e alle neomamme. “Copriamo la fascia di età che va dai 9 mesi ai 5 anni – spiega Federica Aicardi, titolare -. La scuola si ispira ai principi nordici della outdoor education, che prevede la scoperta della natura e degli spazi verdi in cui, attraverso la conoscenza, ritrovare segni familiari, basi sicure e affettuose. Con i giusti accorgimenti adeguati alle età, portiamo i bambini fuori anche in inverno, con le tute impermeabili per il fango e gli stivali per la pioggia”. Circondati dal grande parco della scuola, i piccoli vivono le stagioni in prima persona e osservano da vicino le trasformazioni naturali e nel tempo. “Molto importante anche il contatto ravvicinato con gli animali della stalla, conigli, galline, pecore, da cui si impara la cura per gli esseri viventi”. Cucina a Km 0, inglese, yoga, musica e arte sono rivolte ai bambini, mentre alcune attività sono dedicate ai genitori, come i momenti per la gestione del distacco, l’annuncio dell’arrivo di un fratellino o una sorellina o per imparare a “dire no”.

Empatia prima di tutto (MI)
“La nostra parola d’ordine è senz’altro empatia, un concetto a cui teniamo moltissimo – dice Ivana Geviti dell’asilo Ghirulì di Milano -. Empatia come capacità di cogliere e gestire gli stati emotivi, comprenderli, riconoscerli per una buona regolazione affettiva del bambino, accogliendone totalmente l’individualità, le potenzialità e la diversità. Creare un ambiente empatico prevede delle regole, che condividiamo da subito insieme ai genitori, coinvolti spesso nelle attività e nei laboratori, perché le capiscano e rispettino”. Ghirulì, operativo da 25 anni, ha 72 posti e copre una fascia d’età da 6 mesi a 6 anni. Il gioco è alla base di tutti i laboratori e la Stanza delle meraviglie ne è l’espressione massima: un luogo che si rinnova ogni mese e, grazie al coinvolgimento dei bambini, si trasforma e traveste. “Viviamo l’esterno il più possibile, con attività sensoriali e ludiche nel nostro giardino che ha un orto, alberi e piante, oppure con le visite nel quartiere, dove i piccoli iniziano a interagire con la città e la realtà”. La scuola si distingue per il percorso di orientamento musicale per i bebè dai 13 mesi ai 6 anni, che insieme a un docente imparano a riconoscere le note, gli strumenti e le musiche. La cucina è interna, diretta da un cuoco che prepara cibi biologici e a Km 0. L’inglese? “Dopo i 3 anni, prima preferiamo lasciar loro il tempo di giocare”.

Bilingui ambientali (TO e MI)
Monolingua inglese per gli alunni dai 2 anni e mezzo ai 6, che “così come imparano l’italiano naturalmente in famiglia e in città, altrettanto naturalmente cominceranno a parlare l’inglese appreso a scuola giocando, mangiando e crescendo”. A dirlo è Manuela Briglione, responsabile e direttrice dell’asilo nido e scuola bilingue Buddies di Torino. “L’idea è che imparino spontaneamente una seconda lingua, per questo motivo tutti i laboratori pensati per la scuola d’infanzia e la primaria sono svolti da personale madrelingua”. Si fa arte, cucina, giardinaggio e le giornate internazionali, durante le quali si scoprono culture e paesi diversi (“magari quelli di origine degli alunni stranieri che abbiamo in classe”) attraverso foto, costumi, cibi, musiche e danze. Tra le attività extrascolastiche: nuoto, ginnastica, musica, psicomotricità e Pilates per le mamme.

Una scuola bilingue, paritaria per l’italiano e accreditata Cambridge International School per l’inglese, dall’asilo nido alle scuole secondarie di primo grado (Nursery, Kindergarten, Primary & Middle): è questa la Mile School di Milano, che persegue fortemente un’educazione interculturale e promuove esperienze interdisciplinari, pensando, lavorando e comunicando in due lingue. “Sono diversi gli approcci metodologici che seguono le nostre scuole – spiega la fondatrice Adriana Sorbellini – come il cooperative learning, il co-teaching e la robotica che consentono di apprendere trasversalmente in modo interattivo, innovativo e appassionante”. Valorizzando l’incontro dei diversi saperi, l’insegnamento della Mile accompagna fin da piccoli a sviluppare una particolare attitudine al problem finding e al problem solving, riconosciute come grandi qualità del “saper vivere”. Diversi i laboratori bilingue, che spesso coinvolgono anche i genitori, e se al Kindergarten si sostiene un percorso legato alla motricità fine, alla lettoscrittura spontanea, al pregrafismo, alla matematica, all’educazione musicale e artistica, i più grandi svolgono anche attività sportive, drama, digital art e arte Metodo Bruno Munari.

Senza zaino (ITA)
Sono un centinaio in Italia gli istituti pubblici o paritari che hanno aderito alla rete Senza Zaino, un progetto nato nel 2002 in Toscana, per promuovere una scuola diversa da quella standardizzata che si fa con banchi, campanelle e correzioni in rosso. Non è solo una metafora: gli studenti di queste scuole tornano a casa con una cartellina leggera per i compiti, senza pesi sulla schiena. Eppure l’insegnamento prevede l’utilizzo di quaderni, libri e matite; semplicemente si trova già tutto in classe e si condivide. “Lo studio degli spazi è alla base di questo metodo – spiega Iselda Barghini dell’Istituto Comprensivo Statale G. Mariti di Pisa, capofila del progetto – . L’architettura è pensata perché possa accogliere e responsabilizzare fin dall’infanzia. Così lo spazio è diviso in aree di lavoro, non ci sono banchi ma tavoli grandi ed è prevista una scrivania per l’autocorrezione”. Responsabilità, comunità e ospitalità sono i tre valori a cui si ispira questo modello di insegnamento, che segue i programmi ministeriali sviluppandoli in modo innovativo. La scuola è comunitaria per la condivisione degli strumenti; responsabilizza i bambini che oltre a essere coinvolti imparano a lavorare in autonomia. E’ ospitale negli arredi e nell’attenzione al singolo. “Difficilmente gli insegnanti svolgono lezioni frontali o collettive, tutto è predisposto perché possano seguire individualmente gli alunni”. Informazioni sul progetto si trovano sul sito www.senzazaino.it.

L’agriasilo (TO)
A Chivasso (TO), frazione La Mandria, esiste una fattoria didattica con agrinido e agriasilo, che, sostenuti da Coldiretti, ospitano trenta bambini da 0 a 6 anni. “I nostri strumenti educativi sono del tutto naturali: la terra, le piante e gli animali – spiega Emilia Cambursano, titolare dell’azienda agricola e dell’agriasilo, il primo in Italia -. Sono stimoli costanti per la crescita del bambino, per la formazione della sua capacità cognitiva e lo sviluppo dei cinque sensi”. L’approccio è multisensoriale per uno stile di vita ecosostenibile. “Le nostre aule sono nella natura e le attività che facciamo con i bambini sono nei boschi, nell’orto e con gli animali della fattoria. Lavoriamo molto con gli asini, animali di cui impariamo a prenderci cura e con cui entriamo in confidenza fin da piccolissimi. Vivere nella e con la natura significa conoscere le cose e imparare a relazionarsi con consapevolezza e senza paura”. Ogni anno c’è un tema madre. Il prossimo sarà dedicato alla musica. “Andremo alla scoperta dei suoni naturali, impareremo ad ascoltare il rumore del bosco nelle varie stagioni, i versi degli animali, i suoni che si producono con l’acqua, il vento, le pietre o i bastoni”. La mensa? Prodotti della fattoria o delle fattorie vicine, cibi che i bambini stessi curano, vedono crescere e cucinano.

Scuola in fattoria (MI)
“Non siamo una scuola – precisa prontamente Loredana Mercadante della Cooperativa Sociale Praticare il Futuro – ma una scuola in fattoria per l’integrazione del curriculum scolastico, rivolta a bimbi di scuola materna e della primaria, dai 3 ai 13 anni”. Questo significa che la fattoria non sostituisce la scuola tradizionale ma che le famiglie interessate possono mandare per due venerdì al mese i figli in cascina invece che in classe, a scoprire nozioni nuove e in modo diverso rispetto ai classici libri e quaderni. Questo originale progetto si trova in Cascina Santa Brera, a San Giuliano Milanese (MI), e segue il modello educativo della permacultura, un metodo per progettare e gestire insediamenti umani sostenibili attraverso l’esperienza diretta di un gruppo che si autoeduca, collaborando, decidendo insieme regole e attività per la cura della terra e degli esseri viventi. “L’idea è quella di aiutare bambini e ragazzi a sviluppare competenze cognitive e metacognitive, emotive e relazionali, manuali e pratiche, completando il percorso di ogni alunno e applicando le nozioni più tradizionali di matematica, geografia o scienze nel contesto agricolo. Nel laboratorio di cucina sperimentiamo manualmente misurazioni, calcoli matematici e proporzioni; nell’orto ci si relaziona con la stagionalità, la qualità e il reale valore anche economico del cibo; poi ci sono gli animali e le attività di cucito, falegnameria e tanti giochi all’aperto”.

L’educazione alla vita (TO)
La Vita al Centro è una grande realtà aperta in strada del Nobile a Torino dall’associazione culturale Bambini e genitori. C’è un micronido, in via di attivazione, per bimbi da 1 a 3 anni, il luogo dell’infanzia, per bimbi dai 3 ai 6 e la scuola d’istruzione primaria parentale, più la forte volontà di partire anche con la secondaria. “L’educazione biocentrica – spiega Tiziana Coda-Zabet, una delle tre socie fondatrici – presta attenzione a integrare la forma di vita umana alle altre forme di vita”. L’istruzione al rispetto della vita comincia innanzitutto rispettando la vita del bambino. “Diamo spazio all’osservazione e all’ascolto delle potenzialità individuali e delle dinamiche di gruppo, valorizzando l’apprendimento esperienziale, affettivo ed empatico”. Uno dei metodi praticati è quello globale, secondo il quale è bene avere una visione d’insieme che poi scende nel particolare. Questo vale anche per l’insegnamento della lettura e della scrittura, dove si parte da frasi intere significanti, magari tratte dal vissuto dei bambini, di cui si scopre e memorizza la forma. Solo successivamente si passa alle singole parole, alle sillabe e alle lettere. “Non svolgiamo lezioni frontali. La capacità degli educatori sta nel far emergere quello che i bambini già sono e sanno. Attraverso le attività che coinvolgono direttamente i piccoli (biodanza, cucina, falegnameria, pittura, teatro) si insegna a vivere insieme in una realtà che cambia”.

Il metodo Montessori (MI)
“Le nostre scuole accolgono circa 160 bambini e bambine, dai 2 anni e mezzo agli 11, dalla scuola d’infanzia, che noi chiamiamo Casa dei Bambini, a quella elementare – dice Rosa Dipierro, titolare e presidentessa della Scuola Materna Elementare Paritaria a Metodo Montessori di Milano. Si segue il metodo Montessori, o meglio le linee guida a cui si sono ispirate diverse scuole soprattutto in Nord Europa e in America, secondo le quali i bambini possono circolare liberamente e scegliere il lavoro a seconda dei propri bisogni. “La scuola montessoriana valorizza la cura del singolo bambino, il rispetto delle potenzialità e dei desideri di ciascuno; per questo motivo non ci sono imposizioni, ma solo regole di coabitazione e collaborazione. I bambini scelgono ogni mattina da soli che cosa fare, lavori di vita pratica o laboratori più creativi”. In una scuola dove non ci sono classi ma solo perimetri immaginari, gli ambienti e il materiale sono parte centrale del metodo: il materiale di gioco lavoro, concepito per essere utilizzato direttamente dai più piccoli e per stimolare i cinque sensi, permette di sviluppare l’intelligenza e la conoscenza attraverso l’esperienza pratica. “Non facciamo pressione ma rispettiamo le libere scelte, per questo gli obiettivi vengono raggiunti naturalmente, dato che soddisfano le richieste e i desideri dei bambini stessi”.

FELICITA’ PER APPRENDERE E MATURARE (TO)
A testimoniare il patrimonio raccolto dai Fratelli della Sacra Famiglia, l’omonimo Collegio torinese propone un percorso formativo completo che parte dalla scuola dell’infanzia e arriva al liceo classico e scientifico. I Fratelli insieme ai docenti laici promuovono l’accoglienza e il dialogo formativo, grazie a un ambiente sereno e stimolante. “La scuola dell’infanzia – dice la coordinatrice Chiara Baricco – accoglie i più piccoli proponendo attività di gioco e cura. Trasmettiamo i valori di cortesia, rispetto e trasparenza; concetti che rimangono forti e di riferimento per tutto il percorso scolastico che il Collegio offre, per questo il grande vantaggio è seguire la proposta formativa completa fino alla scuola superiore. La felicità per noi è importante, è un’aspirazione, un obiettivo, ma anche la condizione per apprendere e maturare, per acquisire preziose conoscenze e valide competenze”.

RUDOLF STEINER (TO)
La scuola per l’infanzia Rudolf Steiner di Torino è nata nel 1985 e accoglie bambini a partire dai 3 anni. La pedagogia si basa sulla riflessione iniziata da Rudolf Steiner: protezione, cura del ritmo e dello sviluppo sensoriale sono gli elementi portanti della giornata in asilo. Le fiabe, i girotondi, le attività guidate (euritmia, panificazione, disegno, pittura, cera) e ogni altro momento sono finalizzati allo sviluppo del gioco, base della crescita armonica e naturale dell’essere umano nel primo settennio. La scuola elementare e media sono nate, nel 2003, per volontà di un gruppo di genitori e docenti. Il percorso completo dura otto anni ed è seguito da un maestro unico affiancato da insegnanti specializzati in euritmia, lingue, musica e lavoro manuale. Qui i contenuti “scolastici” sono rielaborati creativamente perché diventino esperienza interiore che coinvolge la volontà, il sentimento e il pensiero, per una crescita completa e armoniosa dell’individuo.

Come gli asili di Reggio Emilia (MI)
Il nido-scuola Clorofilla nasce in uno spazio unico nel cuore di Milano: l’ex Ospedale San Giuseppe delle suore Carmelitane, del 1892, totalmente ristrutturato. Grazie anche alla consulenza di un architetto di Reggio Children (la rete degli asili nido di Reggio Emilia) oggi si presenta come un luogo accogliente e stimolante per i più piccoli. Ha 150 posti tra nido e scuola dell’infanzia (da 0 a 6 anni), una piscina chiamata “Atelier dell’acqua” perché, oltre all’acquisizione di competenze motorie, qui i bambini possono giocare, immergersi, esplorare ed esplorarsi; un giardino progettato come spazio polisensoriale con piante aromatiche, alberi da frutto e orti; l’Atelier del corpo e del movimento (la palestra) e l’Atelier del gusto, uno spazio allestito vicino alla cucina (rigorosamente a vista) dove la cuoca anima laboratori per la preparazione dei piatti e la scoperta di gusti e alimenti. “Clorofilla fa riferimento al Reggio Approach – spiega la responsabile Giovanna Gulli – una delle migliori esperienze pedagogiche del mondo. Questo modello valorizza i talenti e le potenzialità di ogni bambino e si basa sul concetto di ascolto attivo tra bambino, educatore e genitore e sulla forte collaborazione tra pari. Insieme a un pedagogo di Reggio Children costruiamo il progetto educativo che presta una particolare attenzione ai tempi e ai modi degli apprendimenti, agli spazi che devono tener conto di bisogni differenti, nelle dimensioni della cura che vanno di pari passo con il sostegno dell’autonomia, sempre crescente”.

Europei prima di tutto (TO)
La Scuola Internazionale Europea Altiero Spinelli di Torino è una scuola statale che comprende l’intero ciclo della scuola, dall’infanzia (europea a gestione comunale) alla primaria e secondaria di primo e secondo grado. “La nostra caratteristica è il forte orientamento europeo – spiega la preside Carola Garosci -, che prevede la valorizzazione dell’educazione alla cittadinanza europea e l’insegnamento di tre lingue comunitarie (francese, tedesco e inglese) e una extraeuropea (cinese), insegnate da subito, con docenti statali insieme a madrelingua. Il melting pot è rafforzato dal 40% di iscritti di origine straniera e dalle diverse attività interazionali che la scuola propone. “Sono attive convenzioni con diversi istituti europei per l’organizzazione di scambi e a breve partiremo con i viaggi studio in Cina. Al quarto anno di liceo è possibile partecipare a un programma di mobilità europea e, ancora, sono previsti due percorsi in tedesco e francese per conseguire il doppio diploma ed eventualmente iscriversi all’università all’estero”. La scuola è accreditata come Centro Esami Cambridge e alcuni corsi disciplinari vengono direttamente svolti in inglese. Unico problema? “Riusciamo a inserire solo un terzo degli iscritti, purtroppo gli spazi sono molto ridotti per le richieste che riceviamo”.

LA COOPERATIVA DI DOCENTI (TO)
L’Istituto Santissima Annunziata di Rivarolo (TO) è una scuola paritaria nata nella prima metà dell’Ottocento, di impronta cattolica. Attualmente è gestita da una cooperativa formata da docenti e personale ausiliario e tecnico. Comprende quattro ordini di scuola: infanzia, primaria, secondaria e liceo. “La scuola – dice il dirigente scolastico Riccardo Poletto – basa la sua azione sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle competenze e delle abilità di tutti, bambini, ragazzi e giovani. Favorisce l’inclusione nell’ambiente scolastico e nel gruppo dei pari”. Gli alunni partecipano a laboratori e attività integrative in orario scolastico ed extrascolastico: gli orari vanno dalle 7.30 alle 18, sempre con la presenza degli insegnanti. Particolare attenzione all’apprendimento della lingua inglese, con l’inserimento in orario scolastico di lezioni con una insegnante madrelingua in tutti gli ordini di scuola.

Il bambino al centro (MI)
In via Pace 10 ha sede una scuola presente a Milano da quasi quarant’anni. “Poniamo attenzione all’originalità e alla specificità di ciascun bambino, allo sviluppo delle sue potenzialità e ai suoi tempi di crescita – dice Stefania Morlacchi, dirigente della scuola paritaria dell’infanzia e primaria Nuova Educazione -. È un luogo di ricerca attiva e di formazione continua in cui genitori e insegnanti, ciascuno nel proprio ruolo, collaborano e condividono un progetto educativo che si propone di sviluppare tutte le dimensioni umane già insite nel bambino. Tutte le discipline sono considerate ugualmente importanti e formative, perché ciascuna aiuta il bambino a conoscere e rendere obiettiva la realtà che lo circonda. Grande importanza viene data allo sviluppo del senso sociale e di appartenenza al gruppo-classe, dal quale il bambino riceve il riconoscimento delle proprie qualità e il rafforzamento della propria identità”.

MUSICA FIN DAL NIDO (TO)
È la musica il filo conduttore del progetto educativo de Il Nido della Musica di Torino, asilo aperto ai bambini da 0 a 3 anni. “Tre volte la settimana, in gruppi da dieci, i bambini partecipano all’Atelier di musica – spiega la coordinatrice pedagogica Letizia Sardo -. Si chiama “musicainfasce®” ed è condotto da un insegnante dell’Associazione Italiana Gordon per l’apprendimento Musicale nella “Stanza del suono”, che non ha stimoli visivi ma si presta all’ascolto pieno, all’attenzione, al contatto con se stessi”. Si ascoltano melodie e tonalità diverse rispetto a quelle a cui solitamente i bimbi di quell’età sono sottoposti e nella stanza si è liberi di muoversi, cantare, seguire le melodie: unico divieto è sull’uso della parola. L’idea nasce dall’osservazione del musicista e pedagogo statunitense Gordon, secondo il quale i bambini dall’ottavo mese di gravidanza ai 3 anni apprendono la musica come il linguaggio. Con i laboratori si offre ai piccoli la possibilità di arricchire il loro patrimonio espressivo. Il nido è gestito dalla cooperativa Ass.i.s.te in associazione con l’Opera Munifica Istruzione, ente titolare della struttura.

[Alfonsa Sabatino]

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