Viaggiare green, nel rispetto della natura e degli animali

da | 5 Lug, 2022 | Green, Libri, Libri, Lifestyle, Shopping

Come scegliere parchi zoologici e safari davvero etici e quali sono i comportamenti da evitare? L’intervista all’etologa Chiara Grasso

É giunta l’ora di tornare a viaggiare, ma dopo due anni di pandemia è imperativo farlo con più coscienza, rispetto e responsabilità.

Scegliere il modello dell’“Ecoturismo” non significa solo fare la raccolta differenziata in viaggio, consumare prodotti locali e adottare un comportamento virtuoso nei confronti della natura, ma vuol dire anche rispettare gli esseri viventi che vivono nel luogo che ci ospita: la popolazione locale e anche la fauna, attraverso modelli di comportamento che abbiamo il dovere di insegnare anche ai bambini. 

Dedichiamo un’attenzione particolare all’interazione con gli animali, che per i piccoli rappresentano spesso una delle attrazioni più interessanti nel viaggio.

Chiara Grasso, etologa, guida safari e naturalistica, punto di riferimento a livello nazionale per il turismo etico con animali e benessere della fauna selvatica e presidente dell’associazione Eticoscienza, ci spiega come sensibilizzare i bambini al rispetto della natura e della fauna, e come riconoscere le strutture turistiche che lavorano nel rispetto degli animali. 

Una nuova “etologia”

Chiara Grasso studia il comportamento animale ed è specializzata in benessere animale e turismo etico con la fauna selvatica.

“Ho sempre creduto che uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione per cambiare il mondo sia proprio il turismo” spiega Chiara.

“Eppure è a causa del turismo che ogni anno vengono sfruttati più di 500 mila animali per attività, esibizioni e attrazioni turistiche. Così, un po’ per caso e un po’ come mission personale, ho fondato insieme al mio compagno, l’associazione ETICOSCIENZA per divulgare una nuova etologia in grado di trattare le scienze animali da un punto di vista etico e affrontare nel modo giusto il tema del turismo sostenibile e rispettoso degli animali, in particolare la fauna selvatica”. 

viaggiare green

Rispettare il limite tra noi e la natura 

Quando si viaggia, ma anche vicino a casa, è capitato a tutti di visitare parchi o strutture che ospitano animali; al vedere giraffe ed elefanti è facile essere presi dall’entusiasmo e non rendersi conto dei criteri oggettivi che rendono un luogo etico e rispettoso per la fauna.

“La cosa più importante è evitare strutture in cui è possibile interagire con la fauna selvatica – suggerisce Chiara -. Soprattutto all’estero, scappate a gambe levate da tutti quei falsi centri di recupero in cui i turisti possono coccolare, alimentare, accarezzare, cavalcare, lavare, nuotare con animali selvatici come elefanti, pappagalli, tigri, leoni, delfini, scimmiette e altre specie.

Un animale selvatico, anche se non può essere reintrodotto in natura perché orfano o ferito (sempre che lo sia per davvero!) non deve mai interagire con l’essere umano. 

Il desiderio di interazione è soltanto nostro; se l’animale interagisce con noi è solo per ricatto alimentare o addestramento.

Per osservare la vita animale con il giusto rispetto, consiglio sempre di partire dal cielo e dal mare con attività di bird-watching e di whale-watching. 

Ma anche andare a cercare le tracce degli animali nel terreno e osservare gli insetti sui fiori, sono attività meravigliose da fare con i bambini. 

E quando siamo al mare, può essere banale ma non lo è, ricordiamo sempre ai bambini di lasciare le conchiglie al loro posto; meglio divertirsi a raccogliere la plastica sulle spiagge. Insomma, come nella quotidianità, anche in viaggio abbiamo il dovere di insegnare il rispetto del limite tra noi e la natura e l’importanza di non interferire con l’ambiente”.

Non tutti gli zoo sono uguali

Chi viaggia facendo attenzione alla sostenibilità da sempre si pone la domanda sull’etica di parchi zoologici o esperienze di safari. 

“Il mondo dei parchi zoologici è immenso ma possiamo partire con una certezza: non tutti gli zoo sono uguali. Ci sono quelli più classici, rimasti come erano 50 anni fa, e altri che invece sono in continuo cambiamento e miglioramento.

Questi ultimi sono normalmente chiamati Bioparchi e hanno una visione mirata al benessere animale, con progetti di conservazione e in cui gli animali godono di una buona condizione di salute e benessere psicofisico.
Questi sono quasi sempre membri EAZA (European Association Zoo and Aquarium), che è anche un marchio di qualità: per poter far parte di questa associazione e godere del marchio EAZA, del riconoscimento e dei privilegi che questo comporta, questi bioparchi devono superare degli esami di qualità, che si basano sui parametri di benessere, sicurezza, salute, educazione e conservazione ambientale e faunistica.

Qui gli animali non si comprano, non sono oggetti di scambio economico, ma anzi, vengono quasi sempre ‘prestati’ ad altri zoo a fini di riproduzione e di conservazione. 

Inoltre, secondo i programmi di riproduzione in cattività, il fine è quello di reintrodurre le specie sane in natura ed evitarne l’estinzione”. 

Quali specie possono vivere in cattività?

Purtroppo esistono anche parchi zoologici che non solo non prevedono programmi di conservazione ed educazione, ma che permettono di toccare gli animali, anche quelli selvatici, che però subiscono un forte stress nel contatto con la gente. 

“Immaginiamo una giraffa accerchiata da tanti bambini, o un pappagallo, uno scimpanzé o un delfino: non tutti gli animali sono uguali, alcuni si adattano meglio alla cattività di altri. Imparare a conoscerli è importante. Per alcuni animali, la cattività è una situazione stressante, come per le specie che in natura percorrono quotidianamente lunghe distanze, ad esempio, come il ghepardo, l’elefante o il delfino o che sono cognitivamente più complessi come i primati.

Altri, paradossalmente, come il leone, che è tendenzialmente sedentario, il coccodrillo, gli anfibi o i rettili, con le giuste precauzioni di benessere etologico e di spazio a disposizione possono adattarsi alla cattività, anche se non sarà mai paragonabile alla vita in natura”. 

Evitiamo le esibizioni 

Diffidiamo anche dei parchi aperti a feste di compleanno e quelli che propongono spettacoli ed esibizioni, come quelli con i cetacei o di falconeria.

Gli animali non sono clown e vederli esibirsi non è certo utile all’educazione, anzi.

Evitiamo questi spettacoli e mostriamo il nostro dissenso al personale dello zoo.

Lo stesso vale per l’interazione diretta con animali selvatici, le attività che permettono di alimentare gli animali e di stare a stretto contatto con loro”.

Vivere in un modello di turismo sostenibile

Dopo le esperienze in Africa, oggi Chiara Grasso vive in un’antica cascina in mezzo al bosco alle porte di Torino, e da 4 mesi è diventata mamma di Gaia. 

“Nel luogo che abbiamo scelto io e il mio compagno, abbiamo finalmente realizzato il nostro sogno: gestire B&B Naturin, un Bed and Breakfast totalmente sostenibile a cui presto si unirà un centro educativo.

Nel nostro B&B la plastica monouso è bandita, i prati non si tagliano, la piscina non uccide insetti, l’orto è dinamico e abbiamo decine di casette per uccellini, pipistrelli e rondini. E così, anche un semplice weekend in natura può essere l’occasione per educare e sensibilizzare sul rispetto per l’ambiente”.

chiara grasso

Una Guida pratica al turismo ecosostenibile

Cosa significa davvero turismo ecosostenibile? Dalla scelta dell’alloggio ai mezzi di trasporto, dalla preparazione del bagaglio al rapporto con la natura, “Viaggia Green nella natura” di Chiara Grasso e Christian Lenzi, edito da Sonda, è una guida che ci racconta tutto quello che c’è da sapere per diventare veri viaggiatori green.

Oltre ai consigli utili, in particolare per quanto riguarda l’atteggiamento verso gli animali, il saggio include 10 itinerari adatti anche alle famiglie e un utile vademecum di primo soccorso e sopravvivenza per affrontare qualsiasi imprevisto.

Chiara Grasso

 

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