Vietati i regali alle maestre: succede in una scuola in Puglia

In questi giorni che precedono la fine della scuola, molti genitori (spesso in chat) si stanno arrovellando sul regalo da fare alle maestre.

Eppure, secondo la legge, i dipendenti pubblici non possono accettare regali. Lo ha ribatido il dirigente di una scuola in Puglia, e la circolare emessa per ricordare questa norma al personale, sta sollevando un polverone. 

Il caso del dirigente pugliese

Il caso è nato in Puglia appena pochi giorni fa. In una scuola di Francavilla Fontana, il dirigente ha emanato una circolare nella quale ricorda al personale, docenti e ATA, che accettare regali è contrario ai regolamenti.
Per Tiziano Fattizzo, preside apprezzato e innovatore, il divieto di accettare regali non sarebbe una novità. Si tratterebbe, invece, solo di rispettare quanto previsto dal contratto collettivo e dal regolamento del codice di comportamento dei dipendenti pubblici.

Il riferimento normativo specifico è, infatti, proprio questo ultimo, che ha al suo interno un articolo specifico su “Regali, compensi ed altre utilità”.

Nel codice di comportamento dei dipendenti pubblici, D.P.R. 62 del 2013, si fa divieto al dipendente di:
– chiedere o sollecitare per sé o per altri, regali o altre utilità;
– accettare, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico (di valore non superiore ai 150 euro);
– accettare, per sé o per altri, da un proprio subordinato, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore.

Sembra chiaro che il regalo dei bambini alla maestra risulti fra quelli di modico valore. Un pensierino, nulla di più.

Cosa rischiamo gli insegnanti che non rispettano la legge

I dipendenti che non rispettano la legge, richiedendo o accettando un regalo con un valore superiore ai 150 euro, rischiano pene diverse.

Le disposizioni prevedono dal pagamento diuna multa, alla sospensione dal servizio. Uguale pena può essere applicata al dirigente, nel caso abbia omesso vigilanza.

La pena si inasprisce se il regalo è ricevuto come corrispettivo per attività dovuta. Si va dalla sospensione dal servizio da 3 a 6 anni, fino al licenziamento.

I regali alle maestre

Eppure fare i regali alle maestre è una delle consuetudini più diffuse nel periodo che precede la fine della scuola.

Vuoi per convinzione, vuoi per evitare discussioni o discriminazioni, la maggior parte dei genitori aderisce. 

D’altronde i regali alle maestre sono intesi come una forma di ringraziamento per il lavoro svolto dagli insegnanti. Se vuoi, anche come intento educativo: è giusto che i bambini mostrino con un gesto di apprezzare chi insegna, mentre viene spontaneo escludere qualsiasi volontà di corrompere il personale pubblico.

La maggior parte delle collette di classe prevede un versamento volontario di pochi euro a bambino, che vanno a confluire nel fondo cassa per l’acquisto dei “pensierini di fine anno”.

Parole d’ordine dei regali alle maestre

Tre pilastri devono guidare la scelta di fare il regalo: generosità, uguaglianza e zero discriminazioni!

E’ importante che la colletta sia anonima e che non sia discriminato alcun bambino. Il regalo deve essere da parte di tutti, anche di non può o non vuole versare.

I soldi vanno raccolti dal rappresentante di classe al quale la consuetudine attribuisce anche questo incarico.

L’aspetto al quale i genitori devono dare maggiore rilievo è il rispetto del ruolo educativo degli insegnanti, piuttosto che l’acquisto di un bene materiale.

Voi che ne pensate?

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