Come riconoscere, trattare e prevenire la pediculosi? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Jennifer Vanoli, che ci ha dato preziosi consigli per fronteggiare un’ emergenza pidocchi, e non solo
I pidocchi amano fare l’inserimento a scuola con le bambine e i bambini per poi accompagnarli durante tutto l’anno scolastico e seguirli anche durante le vacanze estive e le pause natalizie.
Per saperne di più su questi sgraditi ospiti delle teste dei nostri figli e figlie (e delle nostre) abbiamo intervistato la dottoressa Jennifer Vanoli, specialista di medicina interna.
Cosa sono i pidocchi?
“I pidocchi sono piccoli insetti senza ali ed ectoparassiti obbligati, vivono cioè sulla cute e per sopravvivere devono nutrirsi di sangue. Quando parliamo di pidocchi, in genere, ci riferiamo a quelli della testa (Pediculus humanus capitis) che prendono dimora sul cuoio capelluto degli esseri umani e che sono i più diffusi, ma esistono anche i pidocchi del corpo (Pediculus humanus corporis) e del pube (Phthirus pubis) che non si spostano dalle loro zone di origine alla testa, come anche quelli della testa non migrano su altre parti del corpo”. E cosa si intende per pediculosi? “La pediculosi è l’infestazione cutanea contagiosa causata dai pidocchi. Il ciclo dei pidocchi dura circa tre settimane, passando per tre stadi: uova (lendini), ninfe (pidocchi giovani) e pidocchi adulti. Le femmine depongono saldamente attaccate al capello le lendini, che schiudono in 7-10 giorni trasformandosi in pidocchi giovani che si nutrono di sangue e che in circa una settimana diventeranno adulti, ricominciando a riprodursi”.
Di Cecilia Piperno














































