Caterina e le 642 cose che ama dell’atleta

In questi giorni di dicembre Caterina sta preparando un regalo speciale per il suo compagno, l’Atleta e, al tempo stesso, dedica spazio a se stessa e a ciò che le piace.

Scrivere, ascoltarsi, avere cura di uno spazio per essere grata alla vita, seguire la sua passione per le liste e celebrare l’amore. 642 things about you (that I love) è un libro al quale Caterina darà forma entro Natale, rispondendo con dettagli e ricordi alle suggestioni che, i geni che l’hanno inventato, hanno inserito nelle pagine.

Non va in ordine, apre il libro a caso, legge un titoletto, e lascia correre la penna: non ti avrei mai incontrato se… non avessi proposto ai miei figli di imparare a sciare, se non avessimo scelto, entrambi, un paese sperduto tra le nevi delle Alpi per la settimana bianca io e per lavorare tu e forse, più profondamente, se non avessi scelto di essere un po’ più felice, con tutto che la felicità è sempre un gran casino.

Una fiaba su di me, te e quella piscina: c’erano una volta uno sciatore e una giornalista che non erano mai andati in piscina insieme (ma davvero non ci siamo mai andati?) erano stati a Gallipoli a maggio, a Cefalù in aprile, a Lanzarote a novembre e ad Alassio a ottobre, tuffandosi in mari ogni volta più freddi di quelli dell’estate ma così complici nel farlo fuori stagione; per quanto Caterina si sforzi di ricordare, non trova piscine nella loro favola d’amore.

La previsione meteo alla quale somigli di più: neve dai 1800 metri in su, per lavorare, pioggerella verso le cinque per poltrire tranquillo guardando i pescatori di salmoni e di mostri marini su Dmax, sole verso le sei per un giro in moto fuoristrada, seguito da un lungo bagno in mare con le pinne e la maschera per guardare i pesci.

Non l’avresti mai detto ma adoro il modo in cui… in effetti non te l’ho mai detto, o forse tempo addietro e l’hai scordato, ma adoro in generale il tempo che ti prendi per fare le cose con cura, l’assenza cristallina di ansia, di fretta… i gesti che escono dalle tue mani, lenti, rispettosi delle cose e delle persone che hai intorno, comunicando pace, e che tutto va bene così, che nessuno è d’intralcio o sta facendo male, che le persone sono più importanti delle cose. In particolare, mi piace il modo in cui prepari la moto per partire, togli il lucchetto, lo arrotoli bene, lo agganci al suo posto.

Infili i bauletti, ti allacci la giacca fino a coprire il mento, indossi il casco, metti un piede sul pedale e con un movimento sensuale e perfetto, alto sulla sella, senza mai un tentennamento, lento e circolare, ti siedi. E io sorrido, e il sorriso è più profondo quando, subito dopo, salgo anch’io.

Prima di incontrarti non ho mai conosciuto nessuno che collezionasse: ah, questa è facile, pensa Caterina: occhiali da sole! Lo ha conosciuto dietro un paio di occhiali da sole sulle sue piste da sci, di Oakley a specchio per la precisione, anche se non saprebbe dire il tipo di lente. A Caterina piace questa collezione perché, oltre a stargli benissimo addosso, è la sua arma dialettica quando lui le dice, tesoro ma hai comprato altri libri, davvero? Amore, ti prego, tu compri solo occhiali da sole! 

Ecco: ha scritto 5 cose che ama di lui, ne mancano 637, Caterina si deve comunque sbrigare perché se Natale è qui, e forse forse non farà in tempo a scriverle e deve trovare un altro regalo, aprile e il compleanno dell’Atleta sono solo dietro l’angolo dell’inverno. 

marina gellona

 

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