Coloranti tossici (e no)!

I primi di marzo circa quattromila bambole, prodotte in Cina, sono state sequestrate perché “contenenti coloranti tossici” (o forse, meglio, perché colorate con coloranti tossici). Questo è stato solo l’ultimo dei sequestri di giocattoli pericolosi per i bambini provenienti dalla Cina. Una lettrice ci ha scritto preoccupata chiedendo delucidazioni. Non è semplice sapere di quali coloranti si tratti, se non si ha in mano l’oggetto e dopo un’analisi accurata dei colori presenti in superficie. Le sostanze in grado di conferire un colore sono virtualmente un numero infinito. Ne esistono innanzitutto di naturali: chi non ricorda la porpora usata per le toghe dagli antichi romani? Tutti gli artisti fino al XVIII secolo hanno usato per i loro dipinti pigmenti di origine naturale. Nota bene: naturale non vuol dire necessariamente innocuo: “naturale” fa bene e viceversa “artificiale” è pericoloso, è una leggenda troppo spesso contrabbandata come verità. Anzi, potrebbe darsi che i giocattoli in questione contengano pigmenti naturali pericolosi, perché costituiti da sali inorganici contenenti metalli pesanti velenosi. Molti di questi coloranti si trovano comunemente in natura: i pittori li chiamano “terre” (appunto) e per trovarli basta scavare nel posto giusto o quasi, di conseguenza costano poco e sono utilizzati per produzioni a basso costo (di nuovo, appunto). L’avvento dell’industria chimica ha sviluppato la produzione di pigmenti di sintesi. Tipicamente sono molecole organiche a catena lunga, importanti perchè il colore che conferiscono agli oggetti è abbastanza modulabile: si possono ottenere sfumature ed è possibile costruire molecole con caratteristiche peculiari, per esempio la possibilità di legarsi a determinati tipi di filato o la resistenza a particolari condizioni. Al giorno d’oggi una delle caratteristiche che devono avere questi prodotti, almeno secondo le leggi europee, è di essere atossici. Questo è ovviamente tanto più importante quando i colori sono destinati a giocattoli o a oggetti destinati a bimbe e bimbi che, essendo in piena fase orale, tendono a mettere in bocca tutto quello che trovano. Di sicuro la pericolosità è maggiore se gli oggetti vengono messi in bocca. È difficile che ci siano problemi di tossicità per via respiratoria: i coloranti devono per definizione durare il più possibile nel tempo e quindi non devono tendere a decomporsi o a evaporare. La pericolosità maggiore viene quindi dal contatto o, ancora di più, dalla suzione. Per approfondire potete consultare la pagina del sito dell’Università di Torino con  un elenco di pigmenti “tradizionali” (www.minerva.unito.it/chimica&industria/Dizionario/Supplementi01/Pigmenti/Pittura.htm).

[Ugo Finardi – Chimico, ricercatore CNR]

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