Siamo consapevoli di ciò che mangiamo?

Le nostre scelte quotidiane, per piccole che siano, hanno un impatto sul mondo che ci circonda. Un piccolo impatto, magari, ma mettendoci insieme le cose possono cambiare. “Quando acquistiamo un qualsiasi oggetto, non possiamo chiudere gli occhi su quel che ci sta dietro – racconta Alberto Arossa di Slow Food – Dobbiamo essere consapevoli delle ripercussioni delle nostre scelte. A partire da quelle fatte in campo alimentare, che per una famiglia sono centrali e quotidiane.

Scegliere cibi locali, preferire aziende di piccole dimensioni che rispettino lavoratori e ambiente e che tutelino la biodiversità. Sono piccole scelte compiute singolarmente, ma unendoci si può fare la differenza nel cercare un futuro migliore.

Quest’anno Slow Food avvierà tante singole campagne di sensibilizzazione, per provare a cambiare le cose su tanti fronti”. Ci puoi fare un esempio? “Il 2017 è l’anno della nostra manifestazione Cheese e ci attiveremo molto sul tema del formaggio. Negli scorsi anni ci siamo mossi per bloccare l’utilizzo del latte in polvere nella produzione di formaggio: il mondo non ha bisogno di tanti formaggi insipidamente standard. Meglio pochi ma buoni! Quest’anno uno dei temi su cui ci impegneremo sarà quello dei lieviti autoctoni: quei ceppi batterici che conferiscono a ogni formaggio il gusto e le caratteristiche tipiche. Molti produttori utilizzano ormai fermenti industriali ed è più comodo e veloce: la procedura per ottenere la ‘madre del formaggio’ è certamente più laboriosa, ma consente di preservare i sapori più autentici e di mantenere la biodiversità anche a livello batterico. E Slow Food continuerà sempre a battersi perché almeno il cibo conservi le sue caratteristiche di territorio, di tipicità e non sia unicamente misurato in base a prezzo e profitto”. www.slowfood.it

Iscriviti alla newsletter

X