Genitori e scuola

Gentile avvocato, siamo un gruppo di genitori: i nostri figli frequentano una scuola materna pubblica. Alcune aule comuni della scuola sono in cattivo stato per cui ci siamo offerti di imbiancare i muri (o fare colletta per pagare qualcuno che lo faccia). Ci è stato detto che non è possibile. Siccome non è la prima volta che sentiamo una storia così, ci piacerebbe fare chiarezza: davvero le scuole non possono accettare interventi di volontariato dei genitori? non si tratta di interventi strutturali ma solo piccole azioni migliorative.

Gentili genitori, è sotto gli occhi di tutti, purtroppo, che lo stato manutentivo delle scuole italiane abbia toccato i minimi storici: muri scrostati, soffitti che cadono, ambienti in generale a dir poco decadenti… E le cronache raccontano purtroppo di tragedie sfiorate o compiute: non solo a Rivoli, ma anche a Palermo nel febbraio 2014, in provincia di Brescia e in provincia di Modena e a Cagliari nel 2013, tanto per citare alcuni casi.

In moltissimi comuni italiani oramai sono tanti i genitori che si rimboccano le maniche e partecipano fattivamente alla “pulizia” delle scuole: nel fine settimana si reinventano imbianchini, elettricisti, muratori e con forte spirito di squadra rimettono in piedi in prima persona le aule frequentate dai figli. Posso comprendere il veto opposto da alcuni dirigenti scolastici: per loro è più che altro un problema di sicurezza.

E’ pur vero che si tratta di persone adulte che volontariamente intervengono, ma è altrettanto vero che la paura di essere considerati responsabili se qualcuno si fa male “la fa da 90”, come si suol dire. Per aggirare questi timori, nulla vieta che i genitori possano raccogliere somme di denaro da destinare a qualsivoglia lavoretto di ristrutturazione la scuola necessiti. E qui i dirigenti avrebbero ben poco da obiettare. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, ha diramato una circolare ove si esplicita chiaramente che sono ammessi contributi volontari da parte dei genitori che “devono essere indirizzati esclusivamente a interventi di ampliamento dell’offerta culturale e formativa” e non allo svolgimento di attività curricolari. E certo il concetto di attività formativa e culturale è sufficientemente ampio!

All’atto del versamento le famiglie devono essere avvisate circa la possibilità di portare a detrazione fiscale dette somme, ma non solo: dovranno essere preventivamente informate sulla loro destinazione e, a posteriori, dovranno ricevere una rendicontazione chiara ed esaustiva sulla gestione di questi contributi, da cui risulti come effettivamente sono stati spesi e che benefici ne ha tratto la comunità scolastica. Insomma, cari genitori, in attesa che il Governo stanzi i contributi promessi per le scuole, continuate pure nella vostra attività di sponsor!

[Francesca Galdini]

 

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