Genitori separati e quarantena: non è così male!

I figli di genitori separati stanno vivendo una quarantena un po’ più movimentata degli altri. A parte l’organizzazione iniziale le coppie ammettono che alcuni aspetti positivi ci sono.

Bambini chiusi nelle loro case da settimane. Qualcuno ha chiesto e sperato che fosse concessa la passeggiata di un’ora, ma le restrizioni sono rimaste rigide anche per i più piccoli. Da quando è iniziata l’emergenza e l’isolamento, non si fa che organizzare le giornate tra pasti, giochi e lavoretti, esperimenti e videochiamate. Poi ci sono i figli di genitori separati. A loro è ovviamente concesso vedere entrambe i genitori e di spostarsi da una casa all’altra, anche se in Comuni diversi.

Cambiare casa si può

All’inizio era il grande dubbio dei genitori separati: e ora come ci organizziamo? Il Governo ha poi precisato nelle sue FAQ istituzionali che “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro. E se la sentenza di separazione non è ancora arrivata? O se l’accordo tra genitori non sposati non è ancora stato ufficializzato? Nulla è certo, purtroppo, non esiste regolamentazione chiara, ma c’è da sperare nel buon senso di chi ferma.

Rispettare le precauzioni nel trasferimento

Durante lo spostamento è necessario portare l’autocertificazione con il motivo dello spostamento e magari anche l’accordo di separazione o il provvedimento del Tribunale. “Tali spostamenti -specifica il Governo- dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori”.

Il buon senso

Chiaro è che i genitori separati devono tener conto del momento particolare, quindi cercare di non mettere in alcun modo a rischio la salute dei loro bambini, sia dal punto di vista fisico che emotivo. Insomma, che non sia questo un ennesimo tentativo di vendetta o braccio di ferro giocato sulla testa dei bambini. Quindi l’ideale è dare loro il più possibile continuità rispetto alle abitudini di prima, chiaramente garantendo la possibilità di vedere entrambi i genitori.

Non è poi così male

“All’inizio non capivamo cosa potevamo o non potevamo fare, poi ci siamo organizzati e devo ammettere che alla fine non è neanche così male”, commenta Chiara, una mamma con due bimbi di tre e cinque anni separata da un anno circa, in buoni rapporti con il suo ex compagno. “Avevamo pensato di fare una settimana a testa con il padre, ma poi non vedere l’altro genitore per sette giorni era troppo. Così abbiamo deciso di fare metà settimana in una casa e metà nell’altra; noi abitiamo piuttosto vicini. Siamo tutti e due in cassa integrazione e possiamo dedicarci a loro. Nei giorni in cui sono sola? Leggo tantissimo, lavoro ai miei progetti artistici futuri e sento qualche amica in relax”.

Per i bambini: cambiare casa contro la noia

E i bimbi? “Siamo stati molto attenti a monitorare i loro stati d’animo in un periodo già così faticoso per loro, senza scuola, senza amici, senza nonni” ci ha spiegato Teresa, con due figli e un marito da cui ha divorziato tempo fa. “Il fatto di essere in due sicuramente li aiuta, ma devo dire che il fatto di cambiare casa per loro è un bene: cambiano giochi, cambiano aria, anche il genitore da cui vanno e più riposato e carico di energia per stare con loro. Io quando loro non ci sono riesco a fare cose che quando ci sono non riesco a fare: la spesa, sistemare casa, riposarmi. Insomma, devo dire che va molto bene a tutti”.

Lo sportello legale

Save the Children ha ovviamente chiuso gli sportelli di orientamento legale sui territori, ma ha attivato una linea di supporto legale on line per rimanere al fianco di genitori e minorenni. Attraverso una chat garantita tutti i giorni per fasce orarie oppure inviando una email è possibile parlare direttamente con un consulente legale.

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