I libri per bambini per parlare di bellezza

Il concetto di bellezza raccontato ai bambini. Ecco qualche libro da cui partire.

Parlare del bello ai bambini non è cosa facile. Anche perchè il bello e la bellezza racchiudono tante cose, molti aspetti: il bello dentro e fuori, il bello per me e per ciascuno. Ci sono gli oggetti belli da vedere, ci sono le persone (tutte) belle. C’è la bellezza da vedere anche nei momenti più difficili, quella da raccontare, ci sono le parole. E soprattutto c’è il bello di ognuno.

Insomma, allenare al concetto di bello e valorizzare la ricerca del proprio bello è un duro lavoro, che può partire anche dai libri.

La bambina che amava la bellezza

di Emanuela Nava, Piemme

C’è una bambina che ama la bellezza, ma soprattutto che vede la bellezza in ogni cosa che la circonda o che lei riesce a immaginare. La vede nella criniera dei leoni, nelle stelle cadenti, nella pioggia che guarda dal riparo, negli asini che volano e nella musica che le fa venire i brividi. E poi c’è il mondo intero che ama quella bambina e la bellezza che c’è dentro di lei.

Che bello!

di Antonella Capetti e Melissa Castrillon, Topipittori

Un bruco sta su un ramoscello, una voce umana vicina sussurra “Come sei bello” e poi si allontana. Ma “Che cosa vuol dire bello?”. Il bruco decide di andarlo a chiedere agli altri animali e nella sua lunga passeggiata sono tantissime e diverse le risposte che riceve per provare a comprendere che cos’è la bellezza.

Il museo delle mie cose

di Emma Lewis, Edizioni Clichy

“Tutti dicono che visitare i musei mi piacerà molto”, dice la protagonista del libro, che così parte per la visita ai musei della città, da quello di arte antica a quello di storia naturale, dall’ortobotanico al museo di astronomia. Ma ne manca ancora uno, quello che conosce meglio: il museo delle mie cose!

La vera storia del brutto anatroccolo

di Nicola Brunialti e Ursula Bucher, Lapis edizioni

C’è un anatroccolo che si sente particolarmente brutto e decide di fare due passi. In giro incontra l’elefante che si lamenta per le orecchie troppo grandi, la giraffa per il collo troppo lungo, il rinoceronte per il corno sul muso. E tanti altri animali, tutti tristi allo stesso modo: sembrava che nessuno fosse contento del proprio aspetto, esattamente come lui. Poi incontra un rospo. “Anche tu sei triste?” gli domandò l’anatroccolo. “E perché dovrei?”. “Perché non ho mai visto nessuno più brutto di te…”. Ma tutti i rospi sono fatti così e lui sta bene, felice di quello che è.

Sono triste o sono felice?

di Antonella Abbatiello, La coccinella

Un libro rigido, anche per piccoli, che racconta i punti di vista di ciascuno, diversi ma sempre veri e legittimi. C’è vento? L’albero è triste perché perde le foglie, mentre la barca a vela è felice per il suo viaggiare. Il calzine è molto triste di avere un buco; il biscotto invece è molto fiero e felice del suo buco nel centro. “Sono triste perché ho i puntini” dice una bimba, “Sono felice perché ho i puntini” ribadisce invece la coccinella. Bello e facile, per spiegare la relatività in ogni situazione e a non giudicare la posizione altrui.

Incredibile come te!

di Rhys Brisenden e Nathan Reed, Edizioni Clichy

Un coloratissimo libro in rima, super fantasioso, che si rivolge direttamente al piccolo lettore con un amichevole “tu”. Può capitare a tutti nelle brutte giornate di volersi trasformare in qualcuno o qualcosa altro, magari in un uccello e volare via o in un gatto rosso per ricevere coccole e baci a più non posso! Ci si può trasformare in tanti animali, “ma non dimenticare che anche tu sei super fantastico, puoi far mille cose e anche di più!”. Qualche esempio? Ecco una lista di cose belle da fare e provare: puoi fare smorfie divertenti e biglietti stupefacenti, o leggere, raccontare e esplorare. Puoi cantare, danzare e sognare.. “E soprattutto ricordati che non devi mai smettere di essere incredibile come te”.

Tutti i colori della vita

di Chiara Gamberale, Feltrinelli

Esisteva una città, che si chiamava Senza. Era formata da cinque palazzi grigi e ogni palazzo era abitato da una persona che non era mai uscita dalle proprie stanze. C’era Fuoco che conosceva solo il colore rosso, Pepita circondata di giallo, Blues che apprezzava solo il blu, Nonno Carbone che viveva nel nero e Mister Green in mezzo al verde. Un giorno i palazzi iniziarono a tremare e i cinque abitanti di Senza furono costretti a uscire…e a conoscersi. Come? “Ci si conosce raccontando agli altri chi siamo e che cosa ci piace e non ci piace fare, senza paura di essere presi in giro o di non essere capiti. E poi ci si conosce ascoltando con attenzione gli altri, quando raccontano chi sono e che cosa gli piace, sforzandoci di capirli anziché prenderli in giro, come è facile fare quando si comportano in un modo che ci pare strano solo perchè è diverso dal nostro”. Così si conobbero, e la città di senza si arrichhi di molti colori e oggi si chiama Vita.

Leggi anche

Educare alla bellezza? Si! Per tutta la vita!

Imparare a disegnare: libri e giochi per i primi capolavori

Iscriviti alla newsletter

X