Nei panni di Maggie: il videogioco matematico contro gli stereotipi di genere

Maggie è una bambina alla ricerca del tesoro speciale appartenuto alla dea egizia del calcolo e della scrittura. Con questo videogioco bambini e bambine dai 7 anni possono avventurarsi nella storia, risolvere enigmi intriganti e trovare il tesoro di Seshat. Finalmente una protagonista al femminile in cui immedesimarsi per vincere.

Dai 7 anni

L’app è pensata per gli studenti della scuola primaria, dai 7 ai 12 anni. Gli enigmi del gioco sono tarati sulle competenze scolastiche delle classi 3^ e 4^, ma possono essere affrontati anche dai più piccoli usufruendo, quand’è necessario, di indizi utili alla risoluzione degli enigmi. Gli stessi quesiti possono essere approfonditi a livelli anche molto avanzati, a livello di scuola secondaria di primo grado.

Avventura e ingegno

L’app è un puzzle math game, nato dalla collaborazione tra Soroptimst Club Firenze e Studio Evil. L’obiettivo del gioco? Trovare il tesoro di Seshat e collezionare piccoli oggetti per allestire un museo. I giocatori affrontano un’avventura e si va avanti di livello risolvendo enigmi di difficoltà crescente. Nell’antico Egitto Seshat era la dea della scrittura e dell’aritmetica. Il suo nome significa La Scriba, ma era conosciuta anche come Signora delle Stelle e Bibliotecaria Celeste. Cercare il suo tesoro equivale a inseguire la propria inclinazione per la matematica, la lettura e la scrittura e scoprire così la ricchezza della conoscenza.

Nei panni di una ragazza

Maggie è arguta e coraggiosa. Ha un gruppo di amici, maschi e femmine, che la aiutano nella ricerca del tesoro. La scelta della protagonista è mirata a contrastrare gli stereotipi di genere che nei primi anni scolari si sviluppano e spesso si consolidano. Maggie dimostra che le ragazze e i ragazzi sono capaci di appassionarsi alle stesse cose e raggiungere gli stessi obiettivi. “Docenti e genitori sostengono maggiormente i maschi nelle materie scientifiche – commentano da Soroptimist. Le bambine, anche quando eccellono in queste discipline, si sentono meno capaci e adatte dei loro compagni. Far giocare maschi e femmine nei panni di una ragazzina curiosa, decisa risolutrice di problemi, a suo agio con il pensiero logico matematico, capace di conseguire obiettivi di successo è un modo trasversale per proporre un modello diverso di femminilità, che permette alle ragazze di sentirsi portate per le materie e le professioni che amano”.

Contro la paura della matematica

Regole, formule, calcoli: la matematica spesso fa paura. Il videogioco toglie l’ansia valutativa e sposta la materia su un piano di divertimento e strategia, necessaria a far progredire Maggie nelle sua avventura. Questa è la chiave che il gioco propone per far appassionare le bambine e i bambini alla matematica, alla sua logica e ai suoi contenuti, senza paura.

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