Al mare in sicurezza, senza rinunciare a bagni, gioco e socialità

Al mare in sicurezza, giocando e facendo il bagno: i consigli della Società italiana di pediatria (Sip)

I bambini, privati della socialità per tanti mesi, hanno bisogno di vivere in un clima sereno durante le vacanze. Non ci sono difficoltà particolari a conciliare sicurezza, socialità, voglia di fare il bagno e di giocare con gli amichetti.

“La situazione che stiamo vivendo ci accompagnerà per diversi mesi, anche al rientro a scuola e in inverno – dice Rino Agostiniani, vice presidente della Società italiana di pediatria (Sip) -. Questa estate però si può andare al mare senza paura. Nei periodi estivi le forme virali, come quella del Covid 19, hanno modalità di trasmissione meno pericolose rispetto ai periodi autunnali o invernali, quando si vive in ambienti chiusi e c’è più umidità”.

Mani pulite e distanza (più che mascherina)

Ci sono tre aspetti a cui prestare attenzione. Prima di tutto l’igiene delle mani: da tenere sempre sotto controllo. “Al bambino bisogna spiegare di non portare le mani in bocca se ha toccato troppe cose e di non stropicciarsi troppo gli occhi” dice Rino Agostiniani. 

In secondo luogo, la distanza tra le persone. E’ meglio mantenere la distanza sociale piuttosto che stare a stretto contatto affidandosi al falso senso di sicurezza che infonde la mascherina. “La mascherina è indicata al chiuso per i bambini dai 6 anni in su. All’aperto serve solo se si sta più vicini di un metro”.  

Infine: vivere all’aperto. Con il clima caldo e secco, è più difficile la trasmissione di goccioline di saliva.

Sì al bagnasciuga

“A un bambino di quattro anni non vieterei mai di andare a giocare sul bagnasciuga con un amichetto – continua Agostiniani -. Ci vuole equilibrio e buon senso: concentrare l’attenzione sul rischio infettivo, ma anche sul bisogno di relazioni con gli altri”.

Per aiutare il gioco tra bambini e ridurre la possibilità di contagio, meglio puntare sulla “vita sociale in gruppi omogenei”. Giocare con gli amichetti – i vicini di casa o di ombrellone – ma possibilmente sempre gli stessi. Così si riduce la possibilità di entrare in contatto con il virus e, se questo avviene, è più facile risalire ai contatti. 

 

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