Cosa succede ora con la scuola? Le ipotesi di rientro

Tutti promossi ma con una valutazione personale basata sull’impegno. Le ipotesi di rientro a scuola, a maggio o a settembre

Al momento in cui scriviamo, non ci sono molte certezze. L’unica è che le scuole non riapriranno il prossimo 6 aprile. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte e anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, concentrandosi sulla massima sicurezza come unico elemento indispensabile per valutare la riapertura.

Tutto dipende dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria. Circolano molti possibili scenari, che oscillano tra una rirpesa a maggio e la chiusura definitiva con rientro  a settembre.

L’anno scolastico è comunque valido

In alcune regioni del Nordl’ultimo giorno di scuola è stato il 21 febbraio, prima delle vacanze di Carnevale, mentre nel resto di Italia lo stop alle attività didattiche è arrivato il 5 marzo.

L’ipotesi di riapertura più ottimistica prevede un rientro alla normalità a inizio o metà maggio, così gli 8 milioni di studenti bloccati a casa tornerebbero a lezione per qualche settimana. La chiusura dell’anno scolastico varia da regione a regione e prima dell’emergenza era fissata a partire dall’8 giugno. L’ipotesi più prudente prevede la fine dell’anno scolastico e la ripresa delle lezioni a settembre, con l’avvio del nuovo ciclo.

La ministra Azzolina ha dichiarato che comunque l’anno scolastico sarà valido per tutti, anche se non si raggiungeranno, come ormai sembra scontato, i 200 giorni di lezioni previsti dall’attuale normativa.

Didattica a distanza e voti 

I numeri della didattica a distanza sembrano rassicuranti: più di 6,7 milioni di alunni hanno continuato a studiare in qualche modo. Il 67% delle scuole ha attivato l’attività a distanza e forme di valutazione alternativa. 

Lo sforzo della didattica ha visto un fortissimo impegno da parte degli studenti, dei docenti e delle famiglie, che hanno collaborato bene.

Il risultato di questo impegno potrebbe essere la promozione assicurata per tutti, ma con un voto personalizzato per ogni studente, deciso dal collegio dei docenti e basato più sulla partecipazione del singolo che sulle competenze effettivamente raggiunte.

L’esame di terza media e la maturità

Nell’ipotesi della ripresa a settembre, l’esame di terza media verrebbe eliminato e sostituito dalla presentazione di una tesina.  

Le prove Invalsi sono state sospese (quelle dell’ultimo anno di scuola secondaria, valevoli per la maturità, dovevano tenersi da 5 al 15 marzo). L’istituto Invalsi dichiara di essere in attesa di indicazioni. Pare abbastanza certo che non concorreranno al voto finale.

La  maturità potrebbe essere “light”, con la presentazione di una tesina, la prova di italiano e le commissioni d’esame costituite solo da membri interni. La data di inizio delle prove, fissata al 17 giugno, rimarrebbe la stessa.

La pulizia delle scuole

43,5 milioni di euro sono stati stanziati per la pulizia delle scuole, come dichiarato dalla ministra Azzolina. Un ulteriore stanziamento di 85 milioni euro potrebbe essere approvato per consentire alle scuole di dotarsi di strumenti utili per l’apprendimento a distanza e garantire l’accesso digitale agli studenti meno abbienti.

La Ministra infine ha scritto una lunghissima lettera di ringraziamento al personale della scuola (dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi, docenti, personale educativo, collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi), agli studenti e alle loro famiglie. Si può leggere qui.

 

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