Caterina e le differenze

Non potrebbero essere più diversi. Chi? Caterina e l’Atleta. Caterina e il Figlio Piccolo. Caterina e il Figlio Grande. Caterina e il Mondo. Ci sono giorni in cui questo pensiero è una macchia di succo di mirtillo su un abito bianco. Non bella. Sgomento, sconforto e senso di solitudine pervadono Caterina, la macchia si allarga, si espande e si riempie di punti interrogativi: questa nuova storia d’amore sopravviverà alla distanza? Riuscirà Caterina a dare ai figli il mix di protezione e respiro che li renderà liberi? Che cosa può fare per le famiglie che sbarcano in Grecia ogni giorno?

Il fatto è che a Caterina piace leggere romanzi, il silenzio, le serate spensierate, i film tragici, parlare per tempo di vacanze estive e che il suo lavoro contribuisca a creare una società più umana. All’Atleta piace guardare la tv, la musica di Radio Italia, i film che fanno ridere, non fa mai progetti per l’estate in anticipo e vuole crescere piccoli campioni di sci, leali, amici e competitivi a mille. Ai figli piace rompere il silenzio con il rap, le sit-com ambientate nelle scuole americane, boicottare le idee di mamma per le ferie e a oggi sembra che il senso profondo della loro vita sia trasformare una serata serena (la pizza ordinata, il film scelto, domani è sabato) in un DDeD: delirio distruttivo e disarmante. Porte che sbattono, pizza calda lasciata a metà, pianti per un passato ormai immodificabile: “Per anni tu hai dato ragione a lui solo perché è più piccolo e bravo a fare la vittima!”. Il Piccolo per deviare il discorso da sé dichiara: “Comunque a me il mare non piace più, io voglio andare solo in snowboard tutta l’estate”. Visto che la neve ha colorato ogni weekend per mesi, Caterina all’udire nominare “snow-qualcosa” sente un brivido lungo la schiena e deglutisce pomodoro-mozzarella atterrita, mentre il sole scende piano sui tetti, oltre la finestra.

Quando il suo sguardo perso si posa tra le antenne e le tegole, punti di contatto tra Casa e Mondo, Caterina ripensa alle immagini dei profughi siriani che ha visto l’altro giorno alla tv, abbracciata all’Atleta. Il mondo è in pezzi, si dice a voce alta. Vite diversissime, ma tutte umane, si sfiorano, confliggono, si guardano negli occhi. Il mondo è da ricomporre in nuove forme sociali. Bisogni e desideri, da armonizzare. Vie di dialogo, da trovare. Ha la responsabilità di comprendere. Ce la faremo? Biiip. Un whatsapp dell’Atleta: tesoro, ti stai godendo la pizza e il film con i tuoi cuccioli? Caterina per un attimo vuole piangere. Poi, gli manda un ♥, che, a guardarlo bene, a volerlo ascoltare, è formato da due curve: due punti di domanda che si rispecchiano. E, nel punto più basso, si toccano. La macchia di succo al mirtillo non è a forma di un cuore, ma è proprio nell’incontro tra la macchia e il cuore che, forse, si può creare una piccola, amorevole, nuova, risposta umana.

[Marina Gellona]

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