Soddisfatti o rimborsati

Caro avvocato,

mi tolga una curiosità e mi perdoni il tono polemico. Ho notato che va di moda pubblicizzare i prodotti con la formula “soddisfatti o rimborsati”. In prossimità dell’esposizione in spiaggia, ho acquistato in farmacia una nota crema anticellulite. Sul cartello pubblicitario (ma non sulla confezione, badi bene) c’era scritto che si poteva restituire il prodotto se, dopo 15 giorni di prova, non si era soddisfatti. Beh, io non sono soddisfatta. Ora cosa devo fare? Dovevo fotografarmi la cellulite prima e dopo il trattamento, per testimoniare l’inefficacia del prodotto? È sufficiente mostrare lo scontrino d’acquisto? Devo riportare nella stessa farmacia il prodotto mezzo consumato? Devo spedirlo alla casa produttrice? Non oso immaginare come bisogna comportarsi con gli yogurt che promettono “una naturale regolarità”. Che tipo di prove vorranno per rimborsare i consumatori che non sono soddisfatti? La ringrazio con simpatia, Marzia

Cara Marzia,

nel 2005 è stato emanato un decreto legislativo che, tra il resto, dovrebbe tutelare i consumatori anche in casi simili a quello da lei prospettato. L’art. 130 di questo decreto (meglio noto come Codice del Consumo) prevede che il venditore sia responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene; in questi casi, il consumatore può richiedere la sostituzione del bene ovvero la sua riparazione, in entrambi i casi senza spese aggiuntive. Questa la regola generale, che sottende al principio in base al quale il venditore deve consegnare un bene “conforme”, cioè corrispondente alle descrizioni prospettate nelle comunicazioni pubblicitarie. Ove ciò non accada, bisogna rivolgersi direttamente al negoziante (il quale non potrà scaricare su terzi la propria responsabilità) per ottenere ristoro. Il che è oggettivamente semplice se il bene “non conforme” è un qualsiasi utensile; un po’ più complicato, me lo conceda, nel suo caso. Sicuramente mostrare lo scontrino che attesta l’acquisto è il primo passo. Buona norma sarebbe altresì che certe proclamazioni pubblicitarie (televisive, radiofoniche, fino ai semplici cartelloni lungo le strade) fossero riportate sulle confezioni stesse dei prodotti che si fanno vanto di seguire il principio “soddisfatti o rimborsati”: l’Antitrust ha infatti bloccato molti di questi messaggi pubblicitari perché considerati ingannevoli. Concludendo, il negoziante presso cui ha comprato la crema (che certamente sarà a conoscenza di quanto afferma la pubblicità di quel prodotto) dovrebbe accettare le sue rimostranze e sostituire il prodotto. In generale, vale la pena, prima dell’acquisto, accertarsi dei propri diritti, verificando con il negoziante se è prevista la possibilità di restituire il bene o quali sono le condizioni alternative.

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