Stanchezza da Covid, la pandemia ci rende tristi. Come reagire?

da | 24 Nov, 2020 | Lifestyle, News, Salute e Benessere

In Europa più della metà dei cittadini mostra la sofferenze di un nuovo disagio: è la Covid Fatigue, la “stanchezza da Covid”, un sentimento di stanchezza e pessimismo. Come sopravvivere a questo periodo incerto e guardare oltre? Ma soprattutto, coltivare la socialità attraverso le videochiamate è davvero utile?

Il 60% dei cittadini europei si sente sfinito, demotivato e apatico. L’incertezza prolungata sta erodendo la stabilità emotiva delle persone: lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconoscendo ufficialmente un nuovo disagio, la stanchezza da Covid, o Covid fatigue, in un report recente. 

La risposta psicologica alle difficoltà della pandemia è naturale e porta a sentimenti di stanchezza, sfiducia e pessimismo. Chi ne soffre può essere meno disposto a rispettare le misure di sicurezza, oppure lasciarsi tentare dall’indifferenza e dal negazionismo. 

Tali fenomeni sono anche stati individuati dallo studio “Pandemia da COVID-19: l’impatto sul benessere socio-emotivo in una prospettiva neuroscientifica” del Neuroscience Lab – Intesa Sanpaolo Innovation Center, che spiega in concreto le reazioni del nostro cervello in situazioni di paura e ansia.

Guardare in faccia la tristezza

Abbiamo sentito parlare spesso del “lato bello del lockdown“: tutti possiamo trovare qualche vantaggio derivante dalla situazione, ma in una visione di insieme è facile farsi trasportare da sconforto e tristezza.  

“Nella nostra società abbiamo la tendenza a pensare alla tristezza come qualcosa di negativo” sostiene la dott.ssa Barbara Biscaglia, psicologa e psicoterapeuta “per affrontarla al meglio dovremmo viverla come un’opportunità per ascoltarci e ricordare quali sono le cose importanti, riflettere su ciò che siamo. Spesso la tristezza è proprio legata alla paura di perdere le cose che abbiamo ed è questa la sua utilità: aiutarci a capirne l’importanza”.

Per accogliere il lato buono della tristezza e allontanare ansia e negatività è bene concentrarsi su se stessi, ma non in senso egoistico: semplicemente approfittando di questo periodo per capire e conoscere meglio i “veri” bisogni. 

Mettere al centro i propri bisogni significa partire da corpo, mente ed emozioni” spiega la dott.ssa Biscaglia “Occuparsi di questi tre aspetti della nostra vita significa scegliere attività concrete e strutturate, che ci fanno sentire in grado di ‘gestire la situazione’”,

Una sfida, dato che uno degli effetti negativi della pandemia è la sensazione di non poter controllare nulla (i divieti, la malattia nostra e dei nostri cari). Ma concentrarsi sul “qui ed ora” aiuta da sempre a stare meglio.

Coltivare corpo, mente ed emozioni

Alcuni di noi sono partiti con le buone intenzioni per poi mollare dopo qualche tempo, altri invece, non ci hanno mai provato. Eppure, stabilire un momento della giornata dedicata all’esercizio fisico è importantissimo, per contrastare la stanchezza da Covid. 

“L’esercizio fisico può essere aerobico, di riscaldamento, di rilassamento. Si possono fare lezioni di yoga registrate o usare app per la ginnastica” suggerisce la dott.ssa Biscaglia.

“É scientificamente provato che l’esercizio fisico produce serotonina, la quale aiuta a migliorare lo stato d’animo. Inoltre è importante anche curare il corpo dal punto di vista estetico. Fare maschere per i capelli, usare olii o quello che più ci piace. Assolutamente no al pigiama addosso per tutta la giornata”.

Anche la mente deve trovare il giusto spazio, al di là degli impegni lavorativi e di studio “Scegliere attività che la tengono allenata nel modo giusto: lettura di libri, cruciverba,  carte, giochi di società e strategia (dama cinese, scacchi)”.

Per quanto riguarda le emozioni invece, cosa significa prendersene cura in maniera concreta? “Fare un corso dedicato a qualcosa che ci piace, ad esempio, significa prendersi cura delle emozioni. É vero che non abbiamo tempo, ma proprio ora che si esce meno dovremmo riuscire a ritagliare almeno un’ora a settimana.

I più grandi benefici derivano dall’apprendimento pratico: un corso di cucina oppure di arte plastica o pittorica, dipingere o fare bricolage.  L’arte ha l’importante funzione di elaborare e tirare fuori le emozioni. Ma anche la musica e il ballo: suonare uno strumento o semplicemente ascoltare porta grandi benefici”.

Parola d’ordine: differenziare, rispettando la routine

Al contrario di ciò che pensiamo, lasciare le giornate al caso e non rispettare una routine può portare una maggiore ansia e stress nella gestione quotidiana. “Ogni giorno deve essere ben organizzato, anche durante un lockdown. Bene organizzato non significa assolutamente rigido o schematizzato” spiega la dott.ssa Biscaglia.

“Basta avere un programma, di massima, della giornata. Inoltre è importantissimo cercare di mangiare e andare a dormire sempre alla stessa ora. Anche differenziare le attività a seconda dei giorni della settimana è importante, dal lunedì al venerdì. Nel fine settimana possiamo dedicarci maggiormente a momenti di relax o a preparare qualcosa di sfizioso.

Infine, dividiamo bene gli spazi della casa a seconda delle attività che svolgiamo: ci aiuterà a non piombare nella confusione e a rispettare gli spazi delle persone conviventi”. 

Condividere è meglio

Quello che più ci manca quest’anno è la socialità, vera causa della stanchezza da Covid:le relazioni di persona con amici e parenti mancano a tutti. “Sicuramente è uno degli aspetti più difficili, sia per i bambini che per giovani e adulti. La tecnologia ci permette di tenere i contatti, anche se non è la stessa cosa, certo. Chi vive da solo dovrebbe cercare di mantenere delle relazioni quotidiane, anche se digitali. E poi, perché non chiacchierare con il proprio vicino di balcone?”

Eppure, giunti al secondo lockdown, siamo tutti un po’ stufi delle videochiamate.

“É normale ma bisogna tenere duro, perché le connessioni con i propri cari sono importanti. Pensiamo che è la classica videochiamata a stancarci, ma in realtà è il modo in cui viene fatta.

Evitiamo di porre le solite domande, di parlare di notizie o delle solite questioni.

Se condividiamo qualcosa funziona di più: con i bambini si può fare un gioco, degli indovinelli, cantare o ballare. Gli adulti possono cucinare in sincronia, molte persone si sono date appuntamento per pranzo o cena: una buona soluzione per mangiare insieme. Infine, un consiglio che non mi stanco mai di dare: non dedicare troppo tempo a lettura e all’ascolto di notizie. Questo non significa non informarsi, ma assorbire il giusto numero di notizie, le ‘vere’ novità’ del periodo senza ossessionarsi. Ascoltare sempre gli stessi contenuti aumenta solo ansia e sentimenti di negatività e pessimismo”. 

Leggi anche –> Sopravvivere alla nuova convivenza: idee per riorganizzare casa

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