Il bagno “wild” nelle terme libere (anche con i bambini)

terme libere
Tornano i calzini e i libri di scuola, ma la fine dell’estate non significa che non possiamo rilassarci ancora un po’, godendo del clima che si fa via via più fresco. Esattamente il clima che serve per godere dell’acqua calda, ma non così tanto da congelare se si sta fuori dalle vasche.

Stabilimenti balneari open air

Stiamo parlando di un divertimento tutto particolare: le terme libere, aperte a tuttiaccessibili col sole o con le stelle. Ce ne sono tantissime dove rigenerarsi senza spendere un euro, consapevoli tuttavia che non si sta andando in uno stabilimento, ma in mezzo alla natura, a fare un’esperienza un po’ selvaggia, che richiede un animo sportivo.
Ne abbiamo selezionate alcune adatte anche ai bambini. In borsa mettete costume,
accappatoio, i teli da spiaggia e le scarpette di gomma per camminare sugli scogli. Le rocce sono spesso scivolose e bisogna prestare attenzione. Occhio anche a verificare lo stato delle pozze e dell’affollamento prima di partire. Come? Navigando un po’ su Internet per leggere gli ultimi commenti sui forum.

Saturnia: le terme libere più famose

Il più famoso sito termale libero in Italia è sicuramente Saturnia. Un luogo da vedere
almeno una volta nella vita, anche se fuori dalle classiche rotte della Toscana. Le cascate del Mulino di Saturnia (le Cascatelle, come sono chiamate dalla gente del luogo) si trovano in provincia di Grosseto.  Sono composte da vasche naturali di roccia di travertino, scavate dall’acqua del torrente Gorello. L’acqua sulfurea sgorga dalla sorgente naturale a una temperatura di 37,5 °C e fa bene alla pelle e a diversi apparati. Il mulino sta in cima alle vasche e dona al luogo un tocco davvero suggestivo. Saturnia è molto conosciuta, per cui è spesso affollata. Meglio evitare la gita nei ponti o nei weekend d’estate. C’è un grande parcheggio all’entrata e l’area è stata attrezzata recentemente con docce, un bar e distributori di bibite. Le vasche sono a ingresso libero e ben accessibili anche ai bambini. È tutto molto spartano e l’ambiente naturale non è pulitissimo, ma il torrente caldo è davvero pazzesco e le cascate sono da cartolina. Un consiglio: rimanete fino a tardi per fare il bagno di notte. E’ un’esperienza mistica!

Ancora Toscana

Petriolo

Nei dintorni di Saturnia, molto meno conosciute, ci sono le terme libere Bagni di Petriolo e i Bagni di San Filippo.
Petriolo si trova tra Monticiano e Civitella Paganico, in provincia di Siena. Le vasche
naturali si sono formate da depositi di calcare e zolfo e si riempiono continuamente di acqua calda che esce dalla sorgente a 43 °C.
Numerose piccole vasche scendono fino alla vasca più grande, costeggiata dal fiume di acqua fredda dove è possibile rinfrescarsi. Tutt’intorno c’è il bosco e nessun tipo di servizio se non informale. Soltanto un gruppo di assidui frequentatori, volontariamente e con grande passione, segue la manutenzione delle pozze. Le acque termali sono composte da idrogeno solforato, anidride carbonica libera, calcio e fluoro: ottime per tutto, corpo e spirito. Bellissimi i bagni in notturna. Petriolo è adatta e facilmente accessibile anche ai bambini, con tutta la spiaggetta lungo il fiume.

San Filippo e la Cascata Balena

San Filippo è un paesino nel sud della Toscana, tra la Val d’Orcia e il Monte Amiata. Dal centro abitato, scendendo nel bosco, si incontrano le vasche di acqua termale in una cornice naturale a dir poco magica. Sono pareti bianche di calcare, cascatelle e piccole vasche di acqua calda dove fare il bagno. La Cascata della Balena è la formazione calcarea più suggestiva, dove scorrono le acque più calde che sgorgano a 48 ºC dalla sorgente poco distante. L’accesso a San Filippo è meno comodo e veloce di quello di Petriolo ma comunque fattibile anche coi più piccoli.

Viterbo

Piscine Carletti

Viterbo è piena zeppa di terme, anche libere. A due chilometri dal centro ci sono le Piscine Carletti, l’area con la sorgente termale più estesa e con un grande parcheggio (non custodito e neanche illuminato).
L’acqua termale sgorga a 58 °C e alimenta diverse vasche piccole. Le tre più alte sono le più calde, ideali anche d’inverno. C’è una piscina molto grande e meno calda dove è possibile nuotare, perfetta per i più piccoli. Qui, a bordo vasca, ci si può ricoprire di fango bianco.

Il parco del Bullicame

Il parco del Bullicame è l’area termale più famosa del viterbese, oggi recintata e custodita (chiude alle 17 in inverno e alle 18 in estate, l’ingresso è libero). L’accesso è limitato per conservare lo storico cratere termale da cui fuoriescono l’acqua e il fango termale fra bolle, schizzi e vapori. La vasca del cratere è protetta da una struttura in plexiglass: si può guardare ma non immergersi. Nello stesso parco ci sono due vasche dove bagnarsi fino a mezz’ora prima della chiusura. L’acqua ha una temperatura di 55 °C.

Sorgenti termali del Bagnaccio

Più lontane dal centro, in campagna, si trovano le sorgenti termali del Bagnaccio, un’area composta da cinque vasche e gestita da un’associazione che richiede una tessera per l’ingresso. L’area comprende diverse sorgenti, sia ipertermali (65 – 66 °C) che ipotermali (23 – 29 °C).

In Sardegna a Fordongianus

Fordongianus è una meta davvero curiosa nell’alto oristanese. L’area termale libera è a due passi dal complesso archeologico dell’antico centro romano, dove c’è una vasca di acqua calda, anzi caldissima, ovviamente non balneabile. Il canale di acqua termale prosegue verso il fiume Tirso, dove confluiscono le acque calde e quelle fredde del fiume. Qui è stata creata una vasca che si riempie naturalmente miscelando le due temperature. Spostando le pietre si riesce a controllare la temperatura dell’acqua facendo entrare più o meno acqua gelida del torrente, perché l’acqua termale è troppo calda da sopportare (56 °C). A poca distanza dalla vasca libera, si trova un piccolo e semplice stabilimento termale attrezzato con vasche a diversa temperatura gestito da una cooperativa. Il costo del biglietto va dai 2 ai 5 euro e consente di godere dei benefici termali con più comodità. Le acque di Fordongianus sono classificate salso-bicarbonato-fluorurate-termoattive. La presenza di tracce di sostanze radioattive le rende indicate per i bagni termali e per la fangoterapia, per le cure inalatorie e idropiniche. Curiosità: a Fordongianus tutte le fontane del paese gettano acqua calda, per cui è difficilissimo trovare acqua fresca per riempire la borraccia!

Un tuffo a Nord

Si chiamano Vasche di Leonardo in onore a Leonardo da Vinci che ha citato questa fonte termale nel suo celebre Codice Atlantico. Si trovano a Bormio, in Lombardia, poco lontano dal Parco dello Stelvio.
Le terme libere sono immerse nel bosco e si raggiungono a piedi prendendo un piccolo sentiero che parte dalla strada che conduce a Livigno, costeggiando il torrente. La vasca non è grandissima e raccoglie le acque termali prima che si riversino nel torrente Braulio, dove ci si può immergere per ottenere un eccitante effetto caldo-freddo, benefico soprattutto per il sistema cardio-circolatorio.
Le acque termali di Bormio sono solfate, alcaline, terrose, minerali, con tracce di radon e sgorgano a una temperatura compresa tra i 38 e i 41 °C. Sono particolarmente indicate nel trattamento di varie riniti, faringiti, bronchiti e malattie reumatiche. E se le terme naturali sono troppo “wild”, la zona è ricca di stabilimenti con vasche controllate, lettini e altre piacevoli comodità.

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