Lei mi ha tradito

Ho 44 anni e sono coniugato, ma non vivo più nella casa coniugale. Sono papà di tre figli, la più piccola ha solo 6 anni. A dicembre ho scoperto che mia moglie in un mese ha fatto 170 chiamate dal telefonino, 37 sms e 18 accessi in segreteria. Tutto diretto verso il numero di un mio “amico”.
Premetto che non l’ho mai tradita, che abbiamo una buona intesa, che oltre al lavoro faccio tutto quel che posso per mantenere alto il tenore di vita della famiglia. Nonostante la promessa di interrompere la tresca, dopo dieci giorni ho scoperto che l’ha continuata. Ho fatto le valigie e sono andato via, dopo 18 anni di matrimonio. Mi sono messo a indagare su tutto, ma proprio tutto, e ho scoperto che mia moglie in una settimana ha sperperato la tredicesima, non paga le utenze da settembre, lascia che i figli non vadano a scuola, non li porta ai controlli medici.
Alla luce di tutto questo, mi domando se con una separazione giudiziaria ho la possibilità di ottenere l’affidamento dei figli e di ottenere il suo allontanamento dalla casa coniugale. Posso negarle l’assegno di mantenimento? Confido nella giustizia, almeno a tutela dei minori che più pagheranno le conseguenze di questa squallida storia. Un papà

Caro papà, non è difficile comprendere lo sconforto e la rabbia che sta provando. L’uno e l’altra, peraltro, non sono buoni consiglieri.
Andiamo per ordine. Concordo sulla necessità di proteggere i figli, troppo giovani per farlo autonomamente: questo compito spetta a lei; lasci passare del tempo e recuperi la razionalità necessaria, non palesi mai i suoi sentimenti davanti a loro né cerchi di screditare la figura materna, tanto meno li trascini nelle aule giudiziarie rendendoli parti di una “guerra” che non hanno voluto ma che dovranno comunque subire. Proprio per questo le sconsiglio di proporre un ricorso giudiziale: certo, potrebbe farlo, chiedendo la separazione con addebito, ma punirebbe sua moglie e non solo. Sarebbe un percorso molto lungo che, da quanto mi è dato capire, al momento vuole intraprendere solo lei. Umanamente la posso capire, ma non ritengo sia la strada migliore: trovi il modo di parlare con sua moglie e verifichi la disponibilità ad agire congiuntamente. Una separazione consensuale, seppur dolorosa, eviterebbe ogni ulteriore “spargimento di sangue”. Quanto all’affidamento dei minori, la legge stabilisce che sia congiunto: i figli avranno residenza privilegiata presso l’abitazione di uno dei genitori (normalmente con la madre e normalmente nella casa ex domicilio coniugale) ma entrambi ne sarete in egual misura responsabili.
Dimostrando che sua moglie è stata carente come madre, potrà chiedere l’affidamento esclusivo, ma devono essersi verificati episodi davvero gravi tali da giustificare l’allontanamento da lei. Consideri che la piccola di 6 anni difficilmente le verrà affidata e non si reputa utile separare tre fratelli. Quanto agli alimenti, non mi ha detto se sua moglie lavora ed è in grado di mantenersi, per cui non azzardo ipotesi. Lei ha il coltello dalla parte del manico, ma ha anche la responsabilità di usare questo potere nel migliore dei modi.

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