Viva la noia (che rilassa e rende creativi)

La noia non è un male. Anzi, è una forma di rilassamento mentale e anche il segreto della creatività. Tuttavia annoiarsi non è facile (e troppo spesso ci neghiamo la possibilità di stare lì a fare niente)

C’è chi dice che è quando ci annoiamo che ci vengono in mente le idee migliori. Persino uno studio lo afferma: lo ha condotto l’Università di Central Lancashire nel Regno Unito. Ottanta adulti, equipaggiati di due tazze di polistirolo, sono stati messi a confronto. Metà sono stati coinvolti in attività divertenti e metà sono rimasti ad annoiarsi. A fine test, è stato chiesto agli adulti di trovare soluzioni creative per l’uso delle tazze. Gli annoiati hanno avuto, inesorabilmente, la meglio. 

La noia, dunque, sembra essere il segreto della creatività. Il problema è che troppo spesso ci neghiamo la possibilità di stare lì a fare niente. Aspettando l’autobus o fermi in coda, non resistiamo alla tentazione di giocare con il cellulare. Non appena abbiamo un momento libero, lo riempiamo di qualcosa. Soprattutto, ci spaventa il tempo vuoto dei bambini, quasi fosse una colpa lasciarli inoccupati. E invece no: stiamo regalando loro il lusso di non fare niente. Non è cosa da poco, oggigiorno. Ma come si fa ad annoiarsi di proposito? La risposta è: non si può. Semmai possiamo metterci nella condizione di poterci annoiare. Vogliamo provare? 

Modalità zen

Non sempre, non tutti i giorni. Ma finita la scuola, i bambini dovrebbero avere almeno due pomeriggi completamente liberi e un giorno intero senza impegni. Non ci affanniamo a riempire ogni momento di attività sportive, eventi, laboratori e percorsi creativi. È un bisogno nostro e non loro. Non è necessario nemmeno dare troppe spiegazioni. Oggi si sta a casa, è così bello. Più tardi magari usciamo e andiamo ai giardinetti. La modalità zen consiste nel trascorrere il tempo senza scopo né spinta all’azione.

Se il bambino non chiede, non dare

Anticipare i desideri di un bimbo significa togliergli la possibilità di aspettare e gioire per il risultato. Quindi non è necessario arrivare a casa portando un gioco nuovo, una nuova idea, un nuovo progetto. Ugualmente, se il bambino non ha voglia di invitare a casa un amico o un’amica, assecondiamolo. Stare bene da soli è una bellissima cosa

Assieme, ma ciascuno per sé

Tenere i figli in casa non significa essere a loro disposizione. Possiamo giocate assieme, se capita e se tutti abbiamo voglia. Ma è dolce anche il tempo “insieme” che viene impegnato sviluppando l’autonomia. Nei rari ma auspicabili casi in cui vediamo i figli giocare da soli, ritiriamoci in disparte senza disturbarli, incoraggiarli o complimentarci. Otterremmo l’effetto contrario e gli insegneremmo che c’è sempre bisogno di qualcosa e qualcuno.

Tollerare la noia

Il sonno è un rilassamento fisico, la noia un rilassamento mentale. Invece di evitarla, sarebbe bello riuscire a insegnare ai bambini come tollerarla. È una lezione importantissima che gli sarà di grande aiuto più avanti, quando si troveranno da soli ad affrontare situazioni davvero noiose da cui non è possibile scappare. Affrontiamo la noia a piccole dosi, partendo dalle occasioni più semplici. Per esempio: in coda all’ufficio postale dimentichiamo lo smartphone e tiriamo fuori un block notes e una penna, nostri unici compagni fino a quando ci chiameranno allo sportello.  

noia creativa

C’è noia e noia

Non tutte le noie sono uguali. Esiste un tipo di noia “cattiva”, che genera malessere e irrequietezza. Succede quando si cerca la soluzione all’esterno, per esempio usando lo smartphone o altri intrattenimenti (perlopiù tecnologici) che invece di rilassare finiscono per innervosire. I bambini sono particolarmente sensibili alla lusinga dell’intrattenimento veloce, ma i genitori sanno che con un telefonino in mano un bambino non è necessariamente più calmo, anzi, spesso diventa davvero nervoso. Sul lungo periodo, poi, perde fiducia in se stesso e nelle proprie capacità di tollerare la frustrazione. Quindi smartphone sì, ma dosato nel tempo e nei modi. 

Sognare a occhi aperti

Chi riesce ad affrontare la noia rivolgendo l’attenzione all’interno entra in connessione con i propri pensieri e le proprie emozioni. È quello stato d’animo che viene definito “sognare a occhi aperti” così presente nell’evoluzione psicologica dei bambini. Non guardiamo negativamente la propensione a fantasticare, anzi. Se i nostri figli lo fanno, consideriamoci fortunati. Sognare a occhi aperti non è una fuga dalla realtà, ma un modo di “rinfrescare la mente” che migliora lo stato emotivo e libera dall’ansia.

La top ten della noia

Ci sono attività davvero noiose: fare le pulizie, aspettare in sala d’attesa, i compiti delle vacanze. Poi ci sono cose davvero eccitanti, come aggiornare Instagram o Facebook per vedere quanti “Mi piace” sono arrivati. Ci credereste? Il tempo che l’app impiega per mostrare le notifiche è calcolato scientificamente per “tenerci sulle spine” e farci provare un piccolo brivido di felicità quando percepiamo che “qualcosa si muove”. In un’epoca tutta incentrata su una dipendenza dai social che succhiano via non solo tempo ma anche emozioni, nulla da meravigliarsi se le semplici attività della vita quotidiana risultano poco interessanti. 

Imparare dai gatti

Chi ha un micio sa quanto sia bello annoiarsi. I gatti dormono ore e ore acciambellati sul divano di casa e passano interi pomeriggi a osservare quel che succede fuori dalla finestra. C’è persino un libro molto carino da leggere con i bambini che è una piccola guida alla saggezza felina a uso degli umani. Si intitola “Felice come il mio gatto” di Frédéric Ploton. E chi non ha un gatto? Può sempre considerare di prenderlo!

Frederic Ploton

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