Come pulire le orecchie. Se c’è il cerume sono orecchie sane!

Come pulire le orecchie. Quante volte abbiamo tentato di rimuovere il cerume dalle nostre orecchie e da quelle dei bambini?

Eppure, anche se non è bello da vedere e diventa fastidiosoe quando si accumula, questo prodotto di colore giallo scuro, con odore caratteristico, ha proprietà antibiotiche e una funzione difensiva.

Non è sindrome di scarca pulizia delle orecchie

In primis chiariamo un concetto fondamentale: il cerume non è indice di sporcizia e scarsa igiene. Si tratta, invece, di una sostanza secreta da due tipi di ghiandole del canale uditivo esterno (quelle sebacee e le apocrine ceruminose) a cui si aggiungono pezzetti di capelli, pelle morta e altri frammenti corporei.

Il cerume funge da lubrificante dell’orecchio, evita il deposito di particelle estranee e rappresenta una barriera contro le infezioni da funghi e batteri.

La protezione contro i corpi estranei e gli insetti è dovuta alla natura appiccicosa della sostanza base del cerume. Mentre la difesa contro le infezioni è determinata dalla lisozima, un enzima antibatterico.

Come pulire le orecchie

Sia la mancanza di pulizia che la scorretta igiene dell’orecchio possono favorire l’accumulo di secrezioni.

Se vogliamo sentire bene non dobbiamo pulire le orecchie troppo in profondità, intervenendo nel condotto uditivo.

Spesso sono infatti proprio i nostri tentativi di pulizia delle orecchie a causare problemi. La pressione che esercitiamo con i bastoncini cotonati, ad esempio, alterando il naturale movimento delle microciglia, può spingere il cerume più vicino al timpano, danneggiandolo.

Le ghiandole apocrine, inoltre, più vengono toccate, più producono cerume, perché si verifica un “effetto mungitura”. Pertanto, per tenere le orecchie pulite, è preferibile e sufficiente detergere la parte più esterna del condotto uditivo con l’acqua e poi asciugarla con un fazzoletto.

Ancora è bene sapere che, normalmente, il cerume si sposta da solo verso l’esterno, insieme con la pelle del condotto uditivo, in piccole scaglie, senza bisogno di nessun intervento esterno.

Nei casi in cui, invece, il prodotto ristagna e diventa un tappo, va rimosso con mezzi meccanici o con aspirazione.

Il tappo di cerume si può verificare nel tempo a causa di un’igiene troppo invasiva, oppure dopo un bagno, una doccia o una nuotata.

Quello che accade è che, imbevendosi d’acqua, il cerume diventa più molle. Quindi, una volta essiccato, si solidifica, creando un’ostruzione del condotto uditivo esterno, che produce fastidi e rende più difficile la percezione dei suoni.

Salviamo il cerume dell’igiene ossessiva

Non tutti produciamo la stessa secrezione. A seconda delle razze il cerume ha una consistenza e un odore diverso. Proprio per questo motivo, sembra che il cerume sia stato usato anche per studi sulle migrazioni di popolazioni.

Nel corso della vita la secrezione delle orecchie cambia aspetto e presenza: gli anziani ne producono di più. Una maggiore produzione può essere però anche indice di alcune patologie.

Il cerume varia anche a seconda delle stagioni: d’estate si gonfia ed è più abbondante.
Per le sue proprietà emollienti questo prodotto naturale è stato utilizzato nella preparazione di balsami per labbra e per punture di insetti.

Nelle balene il cerume non viene espulso, ma forma un tappo spesso che registra gli eventi della vita di questi imponenti mammiferi.

In conclusione se l’igiene personale è importante, specie per i bambini, in alcuni casi, è meglio non eccede con azioni troppo invasive.

Quando l’igiene diviene ossessiva è dannosa sia per gli adulti che, soprattutto, per i bambini.

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