Mangiare bene, prima di nascere

Fino al giorno prima spritz e patatine erano l’appuntamento fisso delle sette di sera. Poi si scopre di aspettare un bimbo e l’alimentazione cambia. È un bene, perché la salute del piccolo e della mamma richiedono un corretto stile di vita e una dieta adeguata. Non tutti sanno però che esiste una “memoria metabolica” e che questa memoria arriva dalla pancia della mamma, ben prima che ci entrassimo noi. Il futuro del bambino non viene determinato solo durante la gravidanza, ma anche nelle fasi precedenti al concepimento.

L’alimentazione pre gravidanza
Gli studi sull’acido folico, iniziati negli anni ’90, hanno portato a una riduzione dell’80% di gravissime problematiche legate alla nascita, come la spina bifida e l’anencefalia. A partire dal 1998, su disposizione della Food and Drug Administration (FDA), in USA si utilizzano alimenti fortificati con acido folico in modo da prevenire questo tipo di complicanze. In Italia non esiste l’obbligo di produzione di alimenti fortificati: sono le industrie alimentari e farmaceutiche a spingere il consumo. L’acido folico è una vitamina contenuta sotto forma di folati in alcuni alimenti come i vegetali a foglia verde, la frutta, i legumi, i cereali integrali, il fegato, le uova. Ma – attenzione – la cottura distrugge circa il 90% delle vitamine contenute naturalmente negli alimenti.

Calcio e acido folico
I ricercatori suggeriscono che le donne in età fertile che stanno programmando una gravidanza o non ne escludano attivamente la possibilità, dovrebbero integrare la loro alimentazione con 0,4 mg di acido folico al giorno a partire da almeno un mese prima del concepimento (al dosaggio consigliato l’acido folico può essere assunto per anni, senza effetti collaterali) e durante il primo trimestre di gravidanza. Tutt’altro discorso riguarda il calcio, elemento fondamentale per lo sviluppo del feto: il fabbisogno medio stimato per la donna in gravidanza è di 1200 mg/die (dati LARN) uguale a quello stimato per le donne in normali condizioni fisiologiche. Quindi, qualora l’alimentazione quotidiana copra questo fabbisogno tramite latte e derivati, frutta secca, legumi, vegetali a foglia verde, non appare necessaria l’integrazione.

Peso e fertilità
Sia l’obesità che il sottopeso comportano difficoltà nel concepimento. È molto importante giungere in questa fase in condizione “normale”: un apporto nutrizionale equilibrato è in grado di preservare la fertilità determinando una ovulazione adeguata. Indagini scientifiche dimostrano che i disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono tra i primi fattori dei problemi di fertilità. Negli episodi di amenorrea o anovulatorietà (cioè assenza di ciclo o di ovulazione) i disturbi alimentari sono presenti nel 60% dei casi. Avere un peso adeguato all’inizio della gravidanza riduce il rischio di aborto spontaneo, diabete gestazionale, parto cesareo, nascita prematura, peso eccessivo del neonato alla nascita e durante le fasi successive di crescita.

Pesare troppo fa male a tutti
Non è un problema solo per mamme. Un uomo sovrappeso o obeso è meno fertile della media. Spetta dunque a entrambi i futuri genitori raggiungere e mantenere un peso adeguato per garantire la salute del figlio. Per perdere peso non bisogna ricorrere a diete fai-da-te, la cosa migliore è consultare il proprio medico, senza dimenticare l’importanza dell’esercizio fisico quotidiano. Recenti studi hanno dimostrato che un’attività quotidiana di 30 – 60 minuti riduce il rischio di parti prematuri e
altre complicanze. L’esercizio fisico aiuta a scaricare gli stati di ansia e stress accumulati nelle giornate di lavoro e promuove la sintesi di endorfine, molecole che aumentano il buonumore.

Fumo e alcool
Anche il fumo e l’alcool possono diminuire la fertilità, sia nelle donne che negli uomini. Sono poi ben noti i problemi legati all’abuso di queste sostanze: tumori, patologie cardio-vascolari, ipertensione. Diminuire l’assunzione di bevande alcooliche nelle fasi pre concepimento (lo stesso vale per il fumo) è una buona pratica, sapendo che alcol e fumo (anche passivo) andranno eliminati del tutto in gravidanza.

[Marco Favasuli – Biologo nutrizionista]

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