Scuola primaria: meglio modulo o tempo pieno?

Compiti per casa, attività sportive pomeridiane, socializzazione, permanenza prolungata a scuola, quali sono le variabili da considerare nella scelta tra modulo e tempo pieno alla scuola primaria?
Oltre agli aspetti oggettivi bisogna tener conto delle inclinazioni e delle capacità personali di nostro figlio, ma anche dei metodi di insegnamento e di come l’istituto che vorremmo scegliere organizza il tempo scuola.

Scuola primaria: cosa cambia rispetto alla scuola dell’infanzia

Andare in prima elementare significa diventare grandi. Le elementari impongono di relazionarsi a nuove insegnanti in modo meno materno, sviluppare maggiore autonomia nelle attività didattiche, aumentare i propri livelli di attenzione. Il tempo per il gioco è molto ridotto, fino quasi a scomparire. Le regole diventano più vincolanti.

Oltre ai vari dubbi sulla maturità dei nostri figli, che per alcuni di noi rimangono sempre pulcini da tenere sotto l’ala; le perplessità sulla bravura degli insegnati, perché magari qualche amico genitore ci ha dato un parere negativo su quella che è stata maestra di suo figlio< la validità di uno specifico istituto scolastico, perché fa molte attività integrative e utilizza metodi didattici innovativi; come se tutto ciò non fosse sufficiente, ad alimentare le nostre insicurezze interviene la scelta tra scuola primaria modulare e tempo pieno. Per molti le esigenze lavorative e familiari dettano anche i tempi di permanenza dei figli a scuola. Ma quando si ha l’opportunità di scegliere, quale tra i due sistemi è il migliore dal punto di vista didattico e psicosociale?

Scuola primaria modulare

L’orario settimanale delle lezioni nella scuola primaria a modulo può variare estendendosi anche fino a 30 ore. Sono le singole istituzioni scolastiche a definire l’organizzazione dell’orario in sei o cinque giorni settimanali, con o senza rientri pomeridiani, in base alla delibera del proprio consiglio di istituto.
Le materie di studio sono le stesse del tempo pieno ed orientativamente anche le ore della didattica.
Il numero di insegnanti può variare in relazione all’orientamento della scuola. Ci sono istituti che hanno solo due insegnanti, uno per l’area umanistica e uno per quella scientifica. Oppure scuole dove tre o quattro insegnanti specialisti delle diverse aree disciplinari (linguistico-espressivo, socio-antropologico, scientifico-matematico, e delle educazioni), insegnano in due o tre classi.

La differenza tra scuola modulare e tempo pieno consiste nel tempo di permanenza a scuola.
L’orario di uscita è, secondo molti genitori, la discriminante più positiva delle classi con “tempo normale”. I bambini infatti, terminando le lezioni in classe nel primo pomeriggio, possono mangiare a casa, riposarsi, poi dedicarsi allo studio, ma anche praticare attività sportive o ricreative.

Scuola primaria a tempo pieno

Per scuola a tempo pieno si intende, invece l’organizzazione delle attività didattiche in 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì. Di queste ore 30 sono di lezione, sia al mattino che al pomeriggio, e 10 di mensa e gioco post mensa.
Anche nel tempo pieno il numero di insegnanti può variare. Nel modello del tempo pieno a “modulo”, come sopra descritto, tre o quattro docenti insegnano in due o tre classi materie di diverse aree disciplinari.

Nel sistema del “tempo pieno” non modularizzato, invece, due insegnanti (uno per l’area umanistica e uno per l’area scientifica) hanno la responsabilità della classe. Vista la maggiore disponibilità di tempo, possono essere alternati momenti con un solo insegnante, compresenza e attività laboratoriali trasversali.
Nel tempo pieno, le attività laboratoriali sono progettate in continuità con le ore curricolari, sono un’opportunità di approfondimento e qualificazione dell’attività didattica e offrono ulteriori occasioni di socializzazione tra gli studenti.

Meglio modulo o tempo pieno?

La maggior parte dei genitori che sostiene il modulo pensa che per i bambini sia un bene avere la possibilità di gestire autonomamente il proprio tempo nel pomeriggio. Molti ritengono che passare 8 ore al giorno a scuola per un bambino comporti una stanchezza eccessiva sia dal punto di vista intellettivo che fisico. Il bambino che esce da scuola per ora di pranzo può invece concedersi qualche momento di relax prima di dedicarsi ai compiti per casa.
Anche il fare i compiti di pomeriggio è un’attività che viene valutata positivamente, in quanto i bambini hanno l’opportunità di imparare prima a definire l’ordine di priorità dei loro impegni. Fare i compiti per casa senza l’aiuto degli insegnanti, inoltre, serve ad acquisire più rapidamente un metodo di studio efficace.

I sostenitori del tempo pieno, invece, giudicano la maggiore permanenza a scuola funzionale ad un migliore apprendimento, dato anche dalla partecipazione ad attività come laboratori e gruppi di lavoro. Sostengono che i ragazzi, trascorrendo 8 ore a scuola, possano emanciparsi maggiormente dall’ambiente familiare. Inoltre ritengono che il tempo pieno offra maggiori possibilità di socializzazione, sia durante le attività ricreative che gli approfondimenti didattici.

Compiti per casa

I compiti per casa sono uno dei temi caldi quando si parla di scuola elementare.
Che fatica questi compiti! È una frase che spesso ripetiamo anche noi genitori in pena per i nostri figli, specialmente quando frequentano le prime classi della scuola primaria, oppure sono iscritti al tempo pieno. Eh già perché alcune insegnanti assegnano i compiti ai bambini anche quando frequentano il tempo prolungato.

Ed ecco armarsi fazioni di genitori pro e contro la maestra tal de tali che vuole gravare sul bambino già abbastanza affaticato dalla lunga giornata scolastica. È vero pure che in alcuni casi per compiti si intende magari semplicemente una lettura, un ripasso oppure pochi esercizi solo per fissare quanto spiegato in classe. Sta di fatto che i compiti per casa dopo il tempo pieno non vengono mai accolti positivamente né dai genitori né, tantomeno, dai bambini, che sicuramente vengono poi anche influenzati dal nostro atteggiamento.

Scuola elementare ideale

Tuttavia, se entrambi i genitori lavorano e non si può contare sul sostegno familiare di nonni e zii, il tempo pieno diventa l’unica soluzione, indipendentemente dai compiti assegnati. Così come in contesti dove il tempo pieno non viene attivato, oppure ci sono poche scuole, la scelta dell’istituto è già determinata dal contesto abitativo.
Tutti noi vorremmo fare sempre le scelte migliori per i nostri figli, riuscendo a considerare tutte le possibili varianti ed imprevisti. Ma la verità è che i bambini a volte ci stupiscono, mostrando capacità di adattamento al di sopra di ogni nostra attesa.

Se è vero che scegliere la scuola che ci sembra la migliore è una decisione importante, è altrettanto vero che non riusciremo mai a calcolare tutte le eventualità. Come genitori dovremo valutare il benessere emotivo di nostro figlio. Se ci accorgeremo che ci sono delle criticità che non riusciamo a superare in famiglia, dovremo rivolgerci alla scuola e agli insegnanti in modo positivo e collaborativo. Quando i nostri figli crescono anche noi cresciamo ogni giorno con loro.

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