I modi della separazione

“Il matrimonio è la causa principale del divorzio”, diceva il saggio Groucho Marx e, a ben vedere, non aveva poi così torto: tutto inizia dal matrimonio. E se prima di compiere il grande passo ci si prepara spesso attraverso un corso, nessuno ci insegna come muoverci quando tutto finisce.

Quali sono i passi che una coppia deve compiere per arrivare allo scioglimento del matrimonio?
In Italia oggi, per poter divorziare, bisogna prima necessariamente separarsi. E lo si può fare in vari modi. Il primo è rivolgersi al Tribunale del luogo di residenza depositando un ricorso per separazione consensuale. In questo caso entrambi i coniugi sono giunti alla decisione di sciogliere il vincolo matrimoniale e, soprattutto, sono riusciti a trovare un accordo sulle condizioni che regoleranno la loro vita futura fino al divorzio (nello specifico, chi continuerà a vivere nell’ex casa coniugale, con quale genitore i figli avranno residenza privilegiata, a chi spetterà un assegno a titolo di contributo al mantenimento dei figli e/o a titolo di alimenti, l’ammontare di detto assegno). Marito e moglie, quindi, compariranno davanti al giudice il quale, dopo aver esperito il tentativo di conciliazione, omologherà le condizioni e li autorizzerà a vivere separati.

Il secondo modo passa per la separazione giudiziale: in questo caso, la decisione di sciogliere il vincolo matrimoniale potrebbe essere stata presa da uno solo dei coniugi oppure marito e moglie non sono riusciti a trovare un accordo sulle condizioni che regoleranno la loro vita futura. In questo caso il giudice, dopo averli autorizzati a vivere separati, decide in via provvisoria le condizioni a cui si dovranno attenere. Seguirà una vera e propria causa al termine della quale verrà pronunciata con sentenza la separazione legale dei coniugi e saranno dettate le condizioni definitive di separazione.

Infine, in presenza di determinate condizioni (quale, ad esempio, l’assenza di figli minori), assistiti ciascuno da un avvocato, i coniugi possono stipulare una convenzione di negoziazione assistita che, una volta raggiunto l’accordo entro un periodo di tempo determinato, verrà trasmessa al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente per ottenerne il nulla osta. Quindi, la convenzione verrà depositata nel Comune in cui è stato trascritto il matrimonio e, come statuisce la legge, produrrà gli stessi effetti di un provvedimento giudiziale.

Completata questa fase, decorsi sei mesi dalla data dell’udienza, dalla data di pubblicazione della sentenza ovvero dalla data di trascrizione della convenzione presso il Comune, i coniugi separati potranno chiedere il divorzio (per il quale valgono le stesse regole).

Iscriviti alla newsletter

X