Social in quarantena: una salvezza, ma non esageriamo

On line H24: i giorni di quarantena sono sui social, per la spesa e l’intrattenimento, per le chiamate e la scuola. Ecco le raccomandazioni.

Perennemente on line: per lavorare, per sentire gli amici o i familiari, per distarsi e informarsi. La nostra vita durante la quarantena è on line. Una salvezza per le persone abituate alla socialità e costrette a casa; ma attenzione, non esageriamo.

Informarci sui social: attenzione alle fake news

Facebook, Instagram e tutti gli altri social, insieme alle edizioni web dei principali media sono diventate le fonti d’informazione principali dell’ emergenza che stiamo vivendo. Articoli, live streaming e messaggi istituzionali da seguire comodamente dal telefono e condivisibili da migliaia di persone fanno l’informazione oggi. Attenzione però alle fake news e sul Coronavirus ne sono già circolate tantissime, complice la paura e lo stato di incertezza, così tante che la Corte dei conti europea (European court of auditors, Eca) ha aperto un’inchiesta sulle misure dell’Ue (che nel 2018 ha redatto uno specifico piano) per arginare la diffusione di fake news che possono causare un grave danno pubblico. Nel mirino le informazioni false o tendenziose sul coronavirus “create con l’obiettivo di ottenere un guadagno economico o di ingannare intenzionalmente il pubblico”, come la vendita di mascherine, guanti o dispositivi e medicinali. È importante, allora, adesso più che mai, verificare ne notizie che ci arrivano e che leggiamo. Verifichiamo la fonte, cerchiamo di informarci solo da fonti ufficiali, non condividiamo se non siamo sicuri dei contenuti. Anzi, se siamo in dubbio sulla veridicità della news segnaliamolo il prima possibile.

Alimentare i legami sui social

Da che i social erano attaccati e visti come una grande minaccia sociale, oggi sono l’unico strumento possibile per mantenere legami e socialità. Riescono ad accorciare le distanze, a mantenere vivi gli scambi, a tenere compagnia alle perone rimaste sole chiuse in casa. Anche chi non amava le videochiamate ora ammette di averne bisogno per sentire le amicizie e gli affetti. Le chat dei genitori condividono lavoretti da fare, esperienze e le maestre cercano di farsi sentire presenti e vicine nonostante le scuole ormai chiuse da settimane. Nelle chat di amici si inviano video, foto, battute sulla giornata passata. Su facebook le vetrine e storie raccontano minuto per minuto le giornate di quarantena. Insomma, si condivide, tanto anzi tantissimo. Troppo? Fa senz’altro riflettere questo bisogno di “mostrarsi” continuamente, di volersi raccontare anche agli estranei. “Non si è abituati al silenzio”, dicono gli esperti. “Non siamo più abituati a stare da soli e ad ascoltarci più che a dire”. Intanto i social sono quasi al collasso e le reti pure.

Sui social per distarsi

I social sostituiscono la televisione, soprattutto per quelle generazioni abituate a vedere i film in streaming e a vivere sul web. Su Instagram si può assistere a decine di dirette diverse, dove è possibile intervenire e interagire anche da casa. Poi ci sono i tutorial per improvvisarsi chef, make up artist, personal trainer, arredatori e artisti per poche ore. Ci sono le dispense di lavoretti da fare in casa, le lezioni di yoga, gli audiolibri e le tante iniziative nate per fare dentro le mura domestiche. Ovviamente è soprattutto grazie ai social che hanno preso piede le varie iniziative collettive, come cantare dai balconi, disegnare l’arcobaleno, la disponibilità dei più giovani a fare la spesa per gli anziani di quartiere.

L’indispensabile

Dai social passano anche i beni di prima necessità. Oltre al lavoro smart proposto e valorizzato ovunque possibile, le video conferenze e i webinar, sul web si fa la spesa, si trovano gruppi di acquisto e di produttori che fanno consegna, valorizzando i prodotti genuini e KM 0, le piccole attività commerciali e i negozi di quartiere. Qui abbiamo fatto un elenco di negozi e reti per la spesa on line. Il Ministero della Salute ha da poco pubblicato, in continuo aggiornamento, l’elenco delle farmacie e degli esercizi commerciali che vendono medicinali a distanza.

Solidarietà digitale

Consci dell’importanza che il digitale sta avendo in questo periodo, il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha promosso l’iniziativa Solidarietà digitale, dove sono raccolti i servizi e le soluzioni innovative messe a disposizione gratuitamente da imprese e associazioni.

Le raccomandazioni: non esageriamo

Se è vero che i social e il digitale in questo momento sono una risorsa, non dimentichiamo le raccomandazioni per la nostra salute, da tenere presente con le giuste eccezioni del caso. Non è di molto tempo fa la pubblicazione “Media devices in pre-school children: the recommendations of the Italian pediatric society” che raccoglie le linee guida della Società italiana di pediatria in tema di salute dei piccoli e tecnologie digitali. Vietato l’utilizzo di tecnologie digitali fino ai 24 mesi di vita; solo un’ora al giorno per bambini tra i 2 e i 5 anni e al massimo due per i più grandi tra 5 e 8 anni. Mai durante i pasti o prima di andare a dormire e sempre con gli adulti a supervisionare i contenuti. Per quanto riguarda gli adulti, è difficile quantificare il tempo trascorso sul web e il tempo che idealmente ci si dovrebbe trascorrere. Eppure non si contano le ricerche e gli studi che dimostrano la correlazione tra tempo passato on line e disturbi quale lo stress, l’insonnia e l’ansia. Lacalcolatrice Omni, progettata dal sociologo Mateusz Mucha, fa un conteggio interessante: è necessario inserire il numero di visite giornaliere sui social e la durata media di ogni visita. La calcolatrice ci dirà quanto tempo spendiamo davanti allo smartphone e tradurrà quelle ore in attività alternative: quanta energia avremmo potuto bruciare durante un allenamento o quanti libri avremmo potuto leggere. Quindi, proviamoci, a stare in rete ma senza esagerare.

 

Leggi anche

Videochiamate, 4 soluzioni facili

Iscriviti alla newsletter

X